È chiaro che il punto di partenza resta il Partito Democratico, ma sarebbe sbagliato e riduttivo parlare di passaggio di testimone al vertice della componente guidata fino al 4 marzo 2018 dall'ex senatore Francesco Scalia. Quella renziana tanto per intenderci. In realtà Antonio Pompeo ha un altro schema e una strategia diversa. Lo si capirà meglio alle 18 di oggi al ristorante Bassetto, dove è in programma un brindisi organizzato proprio dal presidente della Provincia e sindaco di Ferentino. Per lui il 2018 ha visto una doppia conferma. Ma il punto non è neppure questo. Il fatto è che il momento politico è decisivo su ogni fronte. Nel Pd è in corso la stagione congressuale, che si concluderà con le primarie del 3 marzo 2019.
Quando in palio ci sarà la segreteria nazionale.

Si va verso un duello tra Nicola Zingaretti e Maurizio Martina. Poi ci saranno europee e amministrative. Però i riflettori sono accesi altresì sulle dinamiche provinciali. Sicuramente da Bassetto ci saranno l'ex segretario Simone Costanzo, con diversi esponenti di AreaDem. Tra i quali Antonella Di Pucchio e Aldo Antonetti. Ma ci sarà pure l'ex sindaco di Frosinone Michele Marini. È atteso naturalmente Francesco Scalia. Oltre a sindaci e amministratori locali. Ma pure rappresentanti del mondo delle associazioni e della società civile. L'intenzione potrebbe essere quella di iniziare un percorso politico con forti connotazioni riformiste e perfino civiche. Non va dimenticato, infatti, che il 31 ottobre scorso Antonio Pompeo è stato confermato alla guida della Provincia con il 60% dei voti ponderati.

Un'elezione riservata ai cosiddetti addetti ai lavori, cioè sindaci e consiglieri comunali. Chiaro che molti amministratori di centrodestra in quell'occasione hanno votato per Antonio Pompeo. Un orizzonte al quale guardare in questo momento.
Sul versante interno al Pd un contenitore di questo tipo potrebbe diventare una sorta di contraltare all'area Pensare Democratico. Antonio Pompeo, Simone Costanzo, Michele Marini e naturalmente Francesco Scalia hanno in comune la provenienza dall'area ex democristiana, del Ppi e della Margherita. Antonio Pompeo naturalmente non si sbilancia.
Però va ricordato che sia nel 2014 (anno della prima elezione a presidente della Provincia) che successivamente ha curato molto sia i rapporti con gli amministratori locali (indipendentemente dalle appartenenze politiche) che con le liste civiche.

Sarà interessante sotto questo punto di vista vedere quanti e quali saranno le liste civiche che si presenteranno alle prossime provinciali, quelle per l'elezione dei dodici consiglieri. Perché sicuramente, nell'ambito dell'appoggio a Pompeo, ci saranno indicazioni importanti. Fra le altre cose il 2019 sarà pure l'anno del congresso provinciale del Partito Democratico. Al di là di chi sarà eletto segretario (il favorito resta l'a ttuale responsabile provinciale Domenico Alfieri), bisognerà capire i rapporti di forza interni. Non sarà un elemento di secondo piano, considerando pure che ci saranno le amministrative e tutto il resto. Da valutare quello che potrebbe delinearsi come l'asse tra Antonio Pompeo e Simone Costanzo. I due hanno ricucito lo strappo all'interno del Partito Democratico, arrivando alla costituzione di un gruppo unico alla Provincia. Adesso si apre una nuova pagina. Si parte dal Pd. Poi chissà...