Respinta la mozione di sfiducia contro il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Alla fine i voti favorevoli sono stati 22, quelli contrari 26. L'iniziativa del centrodestra, che ad un certo punto aveva spaventato il centrosinistra, si è sgonfiata negli ultimi giorni. Non ha votato la sfiducia Enrico Cavallari, eletto con la Lega ma da tempo uscito dal gruppo.

Non c'era Pasquale Ciacciarelli (Forza Italia), impegnato in Scozia per un'iniziativa come consigliere regionale. Ha partecipato alla discussione ma poi è andato via per impegni in Puglia Sergio Pirozzi. Non ha votato la sfiducia Laura Cartaginese (Forza Italia), che invece ha preso le distanze dal suo capogruppo, Antonello Aurigemma.

Il Movimento Cinque Stelle ha votato la mozione di sfiducia per portare allo scoperto le spaccature nel centrodestra. Nicola Zingaretti ne esce rafforzato. Compatto il centrosinistra. Nicola Zingaretti ha detto: «La cosa peggiore per i cittadini del Lazio era la conclusione della legislatura. Siamo con il Paese a crescita zero, ma noi intendiamo andare avanti. La mozione era un atto legittimo, ma un rischio serio per il Lazio»