È Tommaso Ciccone, 46 anni, sindaco di Pofi, il candidato del centrodestra alla presidenza della Provincia. Il via libera è arrivato alle 20.30 di ieri sera, nel corso del summit del centrodestra. Al gran completo le delegazioni dei partiti, a testimoniare la delicatezza e l'importanza del momento. Per Forza Italia c'erano il coordinatore provinciale Adriano Piacentini, il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, il viceresponsabile nazionale degli enti locali Mario Abbruzzese e il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli. Per la Lega il deputato Francesco Zicchieri e il coordinatore provinciale Carmelo  Palombo. Per Fratelli d'Italia il senatore Massimo Ruspandini e il coordinatore provinciale Paolo Pulciani. Noi con l'Italia era rappresentata dal leader regionale Alfredo Pallone, da Michele Mele e Antonio Valente. C'erano anche Gianfranco Pizzutelli (Polo Civico) e Carmine Tucci (Cuori Italiani).

Il summit si è svolto in una sala riservata al primo piano dell'hotel Astor. In una nota si legge che «tutti i rappresentanti dei partiti e delle liste civiche presenti, nel condividere il rafforzamento della coalizione, all'unanimità hanno condiviso la proposta di candidare Tommaso Ciccone, sindaco di Pofi, il quale si è dichiarato immediatamente disponibile a condividere il programma proposto da tutti gli alleati e dalle liste civiche di riferimento. È lui il candidato alla carica di presidente dell'Amministrazione Provinciale di Frosinone». Adriano Piacentini dice: «Il centrodestra è unito e ha un solo obiettivo: vincere le elezioni per la presidenza della ProAltro che secondo livello Posta in palio altis sima per i partiti vincia».
Completamente bypassato il momento delle formalità, perché il tempo a disposizione non è poi tantissimo: poco più di quaranta giorni all'appuntamento con le urne. Non è una campagna elettorale che coinvolge la gente, ma soltanto gli addetti ai lavori. Il punto, però, è che con sindaci e consiglieri bisognerà parlare molto. Per convincerli a schierarsi, a partecipare. Forza Italia si è presentata al tavolo con un solo nome, quello del sindaco di Pofi Tommaso Ciccone.

Su di lui c'è stata la convergenza di tutti: Piacentini, Abbruzzese, Ottaviani, Ciacciarelli, i sindaci "azzurri". Il centrodestra sa che l'unica carta che può giocare davvero è quella dell'unità. Soltanto in questo modo può tenere aperta la partita con il centrosinistra guidato da Antonio Pompeo. Sulla base del meccanismo del voto ponderato, che attribuisce un peso maggiore agli amministratori dei Comuni più grandi. La situazione sulla carta è equilibrata, anche se Pompeo intende dare una manifestazione di forza con le firme dei sindaci a sostegno. Ma ci sarà pure il pressing sui "civici". E la situazione politica nazionale fino a che punto potrà pesare? Difficile dirlo adesso, ma il centrodestra confida nel rilancio di una prospettiva realmente unitaria. Perché in questo caso potrebbe serrare le fila ad ogni livello. C'è però l'altra faccia della medaglia, vale a dire le tensioni che hanno attraversato la coalizione in questi mesi. Soprattutto per quanto riguarda i rapporti tra Forza Italia e Lega, con le "scintille" tra Mario Abbruzzese e Francesco Zicchieri. Ieri sera però la prospettiva è stata immediatamente chiara: non c'è alternativa all'unità.