Un'interrogazione al ministro dell'Ambiente Sergio Costa sulla discarica di via Le Lame. A presentarla è stato il deputato grillino Ilaria Fontana.
Nella sua richiesta, l'onorevole del movimento 5 Stelle fa una cronistoria e ricorda che «la discarica è stata gestita fino al 1997 dal comune di Frosinone per il conferimento dei rifiuti solidi urbani raccolti nella città. Dal 2001 al 2002 in virtù dell'emergenza rifiuti, la discarica venne riaperta per il conferimento dei sovvalli prodotti dall'impianto di trattamento rifiuti della Reclas (ora denominata Saf – Società Ambiente Frosinone); dal 2002, a causa di questo sovraccarico, la discarica è stato inserita nel piano regionale bonifiche con altissima priorità di intervento, per poi essere inclusa nel sito di interesse nazionale (Sin) della provincia di Frosinone».
La Fontana sottolinea che «la discarica è uno dei siti interessati dalla procedura di infrazione numero 2077/2003 aperta dalla Corte di giustizia europea nei confronti dell'Italia; la procura della Repubblica ha ottenuto dal gip del tribunale di Frosinone il sequestro preventivo dell'ex discarica, con decreto del 23 dicembre 2014. Secondo l'accusa a partire dall'anno 2006 gli indagati consentivano e, comunque, non impedivano che il percolato della discarica raggiungesse la falda acquifera sottostante, inquinandola con l'apporto di metalli pesanti; l'impianto, essendo posizionato a circa 75 metri dall'alveo del fiume Sacco, all'interno della fascia di rispetto dello stesso, è esposto al rischio di esondazione, in quanto sprovvisto delle necessarie misure di mitigazione atte a scongiurarne il contatto».

La parlamentare ricorda l'accordo tra ministeri dell'Ambiente e dell'Economia con la regione Lazio per il quale «sono stati stanziati circa 8,6 milioni di euro complessivi per la bonifica della discarica» e che «è stato costituito, in data 23 gennaio 2017, un tavolo permanente di lavoro a titolo gratuito presso la stessa regione Lazio, con la partecipazione di Asl, Arpa e dipartimento epidemiologico». Ricordato anche il volere del Comune di Frosinone di procedere a «un intervento di landfill mining con costi stimati in circa 115 milioni di euro» e che la discarica, inserita nel Sin, «costituisce grande pericolo ecologico a fronte di una situazione altamente instabile e di uno sfruttamento di gran lunga superiore a quello inizialmente previsto».
Inoltre la Fontana evidenzia che l'Ispra chiede «di procedere a integrazioni relativamente agli studi condotti per la determinazione dei valori di fondo nonché una valutazione preliminare in merito all'individuazione degli interventi urgenti da porre in essere in via prioritaria, tra i quali risulta esserci anche l'ex discarica di Frosinone».
L'onorevole chiede, dunque, «quali risultati abbia prodotto la campagna di indagini ambientali a cura degli enti di controllo competenti sulle matrici delle acque sotterranee e dei suoli; quale valutazione sia stata fatta sulla proposta avanzata dal comune di Frosinone, anche in relazione al quadro generale della pianificazione futura di bonifica del sito di interesse nazionale sia in termini di tempi che di costi; quali siano le iniziative previste, nonché il relativo cronoprogramma, al fine di procedere alla messa in sicurezza e alla bonifica dei terreni circostanti»