"Il processo di bonifica della Valle del Sacco non solo procede con una lentezza disarmante, ma possiamo tranquillamente dire che è sostanzialmente fermo". Non usa mezzi termini Danilo Magliocchetti, consigliere provinciale e comunale di Forza Italia. Il quale fa il punto della situazione su un argomento importante e delicato.
Spiega Magliocchetti: «Lo testimoniano i numeri, come al solito difficili da smentire. Nel corso del 2018, infatti, sono stati emessi appena 4 decreti ex articolo 14 bis, comma 5, legge 7 agosto 1990, n. 241, inerenti la conferenza dei servizi decisoria concernente il sito di bonifica di interesse nazionale "Bacino del fiume Sacco".
Quelli relativi ai piani di caratterizzazione dell'area per intenderci. Mentre si sono svolte, sempre presso il ministero dell'ambiente, appena 6 audizioni con i soggetti interessati al piano di caratterizzazione. Sia per i decreti che per le audizioni le attività sono ferme all'aprile scorso».
Continua l'esponente "azzurro": «In quattro mesi non è stato prodotto un solo atto ufficiale. Il perché è noto. Si tratta di una procedura contorta, di burocratizzazione esasperante e in capo al ministero dell'ambiente che, con la medesima struttura, deve seguire le procedure di altri 40 Sin (Siti di interesse nazionale) in Italia, oltre quello della Valle del Sacco».

E sottolinea: «Attualmente i Sin ufficiali sono 41. Di questo passo ci vorranno decenni, prima di arrivare al completamento dei piani di caratterizzazione di tutta l'area.
La lentezza del processo d'altronde era stata evidenziata già dalla relazione della commissione bicamerale della XVII^ legislatura sulle bonifiche dei Siti di interesse nazionale, approvata il 28 febbraio scorso, laddove si leggeva: "la Commissione conclude che bisogna perseguire non più una logica procedurale, ma una logica "di risultato" che è capace di coniugare una maggiore interlocuzione con i soggetti privati con competenze tecniche e giuridiche condividendo il tutto con i soggetti presenti nei siti, interlocutori pubblici e cittadini"».
Nota ancora Danilo Magliocchetti: «Ma vi è di più. Anche l'ex ministro dell'ambiente Galletti in sede di audizione nella commissione ambiente, qualche mese fa rilevava: "da un lato numeri migliorativi, ma nel contempo valuta che lo strumento della conferenza di servizi, nonostante sia stato semplificato, risulti essere ancora lento e spesso non risolutivo in particolare per l'approvazione dei progetti di bonifica".
Ed allora, alla luce di questi elementi oggettivi, sarebbe necessario nominare, da parte del Governo, un commissario straordinario per la bonifica del Sin Valle del Sacco, così come già accaduto per il Sin di Crotone. Come per Crotone, sarebbe indispensabile individuare un tecnico, con comprovate esperienze e capacità in ambito ambientale, delegato, come scritto nel decreto di nomina del commissario crotonese, a coordinare, accelerare e promuovere la realizzazione di tutti gli interventi di bonifica e riparazione del danno ambientale».
Conclude Danilo Magliocchetti: «In estrema sintesi, una persona e una struttura che si occupino solo ed esclusivamente della Valle del Sacco e non di altro».