"Alla ripresa dell'attività parlamentare chiederò la costituzione di una Commissione d'inchiesta sullo stato della nostra rete infrastrutturale". A chiederlo è il senatore di Fratelli d'Italia, Massimo Ruspandini, componente della Commissione Lavori pubblici e comunicazioni del Senato.

"Il drammatico crollo del ponte Morandi - spiega il senatore di FdI - impone chiarezza. L'Italia è una nazione ferma, dove manca una pianificazione delle opere da realizzare per rinnovare le nostre infrastrutture. Un tema non da poco visto che la costruzione di nuove arterie incide sull'usura e sull'ammodernamento di quelle esistenti. Proprio per il ponte Morandi, ad esempio, si poneva questa questione, visto che in poco più di trent'anni il traffico era aumentato 5 volte, e si rendeva necessario alleggerirlo attraverso la costruzione di una bretella, quella della Gronda di Ponente.

Purtroppo, come spesso accade in questo Paese, il progetto era diventato terreno di scontro tra chi era a favore e chi, invece, contro. E come per i No Tav il M5S si era schierato con i No Gronda, al punto da considerare 'una favoletta' il crollo del ponte Morandi. Un particolare su cui il vicepremier Di Maio ed il ministro Toninelli dovrebbero fare chiarezza, prima di lanciarsi nel comminare multe o individuare responsabili".

"La Commissione d'inchiesta è quindi più che mai necessaria, il Parlamento deve avere la possibilità di interrogarsi sul futuro delle infrastrutture in Italia ed aprire una riflessione seria anche verso chi con le sue politiche ha consegnato il futuro dei nostri figli, delle nostre strade, delle nostre infrastrutture alla Bce e ai mercati, all'interesse sul debito. Perché - conclude il senatore Ruspandini - per mettere in sicurezza i nostri ponti non dobbiamo chiedere il permesso alle agenzie di rating",