"Possiamo vincere, ma serve un tavolo unico del centrodestra in tempi rapidi". Il senatore Massimo Ruspandini (Fratelli d'Italia) indica la strada. Lo fa dopo le indiscrezioni filtrate sui punti contenuti nel decreto Milleproroghe all'attenzione del Governo. Tra questi c'è la possibilità di un election day per le Province, fissato per il 14 ottobre prossimo. Tra meno di tre mesi. E, considerando agosto, parliamo di "domani" dal punto di vista politico. Significa che si tornerà alle urne con il sistema disegnato dalla legge Delrio: alle urne si recheranno sindaci e consiglieri dei 91 Comuni e il meccanismo sarà quello del voto ponderato, che attribuisce un "peso" maggiore agli amministratori dei Comuni più grandi.

Rileva il senatore Massimo Ruspandini: «Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi con l'Italia devono riunirsi quanto prima per definire una strategia unitaria e condivisa che porti all'individuazione del candidato alla presidenza».
Sulla medesima lunghezza d'onda Gianluca Quadrini, coordinatore provinciale di Noi con l'Italia. Afferma: «Essendo un partito moderato, noi riteniamo di poter svolgere un importante ruolo di ricucitura all'interno della coalizione. Credo pure che è fondamentale guardare alle esperienze civiche che non si riconoscono negli schieramenti politici. Potranno rappresentare il valore aggiunto decisivo». Il centrodestra ci crede e sottolinea il fatto, che rispetto a quattro anni fa, oggi governa molti più Comuni.
In attesa che il Governo approvi il Milleproroghe (e quindi di sapere se ci sarà l'ufficialità sull'election day per le Province il 14 ottobre), ci sono alcuni punti che andranno chiariti. Il presidente dell'Upi Achille Variati non ha nascosto le sue perplessità. Ha detto: «Se si confermasse il 14 ottobre, entro quella data si potrebbero tenere le elezioni di soli 12 consigli provinciali su 70, perché il mandato dei restanti 58 scadrà tra novembre 2018 e gennaio 2019». Il tema delle scadenze diversificate riguarda anche la Provincia di Frosinone, perché il mandato del presidente Antonio Pompeo termina proprio il 14 ottobre, mentre quello dei dodici consiglieri a gennaio 2019. In teoria quindi potrebbero tenersi due distinte elezioni, sempre con il voto ponderato. Ma è fin troppo evidente che se davvero il Governo pensa all'election day il 14 ottobre, si starà studiando la possibilità di un'unica tornata. Quello che emerge è il cambio di rotta rispetto a quanto ipotizzato fino a qualche settimana fa, quando si parlava di una proroga di qualche mese di presidenti e consiglieri, per verificare la possibilità di riportare le Province alla situazione antecedente rispetto alla Delrio. Con l'elezione diretta di presidenti e consiglieri.
Sul piano politico nazionale, la Lega ha sempre mostrato grande attenzione per le Province. Mentre il Movimento Cinque Stelle più volte ha fatto riferimento alla possibilità di abolire questi enti. Però la chiave di lettura potrebbe pure essere un'altra. E cioè che rispetto al passato i rapporti di forza sono cambiati anche a livello di amministratori locali. Con la Lega rafforzata e con il Pd indebolito.

Per quanto concerne nello specifico la Provincia di Frosinone, la situazione appare molto equilibrata tra il centrosinistra e il centrodestra. Il presidente della Provincia Antonio Pompeo (Pd) ha fatto notare inoltre che, rispetto al 2014, il Partito Democratico si presenta unito. La volta scorsa, invece, ci fu lo strappo tra l'area di Francesco Scalia e quella di Francesco De Angelis. Proprio Pompeo riuscì ad imporsi su Enrico Pittiglio in un derby "fratricida". Fra l'altro Pompeo ha già iniziato a lavorare pure sull'ipotesi di liste civiche trasversali. Il centrodestra pone l'accento sui Comuni grandi che guida: Frosinone, Cassino, Anagni, Ceccano, Pontecorvo. Insomma, sarà una sfida all'ultimo voto. Ponderato.