Consiglio convocato per sabato 14, ma i consiglieri non hanno ricevuto la notifica. Il sindaco Daniele Natalia, ottemperando a quanto prescritto dalle norme in vigore, avrebbe convocato la sua prima seduta  consiliare in data utile, programmandola appunto per sabato 14, ma numerosi consiglieri hanno risposto di non aver ancora ricevuto la relativa notificazione, né tramite messo né via web. Poco male: oggi arriverà.

Il primo consiglio
Sabato prossimo, quindi, la nuova maggioranza di governo prenderà possesso di Palazzo d'Iseo. Sarebbe bello, con l'occasione, poter salutare anche la nuova giunta, e non si dispera che ciò possa accadere; anche se si registrava, fino a ieri, un nulla di fatto. C'è chi ipotizza sull'argomento lo zampino delle segreterie provinciali, con Lega e Fratelli d'Italia (nel nuovo consiglio anagnino 5 consiglieri su 10) decisi a vedersi riconosciuto il ruolo dominante.
Il primo partito, quello della Meloni, ha tradizionalmente diritto a rivendicare almeno un assessorato di peso, e Alessandro Cardinali non è tipo da cedere a quanto gli spetti. I lavori pubblici, però, sarebbero stati garantiti a Simone Pace in tempi non sospetti, ed anche se i numeri delle liste del leader di Pantanello sono stati inferiori alle aspettative, lo stesso Pace insisterebbe con caparbietà. Nel caso di assessorato a Cardinali, resterebbe il dilemma della seconda quota rosa, atteso che la prima vedrebbe Floriana Retarvi in Sala Gialla. Una casella che i rumor vedrebbero ben occupata da Annarita Pontecorvo, storica insegnante e scenografa della città dei papi, chioccia di centinaia di giovanissime atlete. Un sacrificio per Carlo Marino, più votato in Cuori Anagnini, e per Luigi Pietrucci primo dei non eletti che vedrebbe sfumare la possibilità del subentro.

Fervono contatti ed incontri, con toni anche sopra il pentagramma ma è normale che così accada. La dialettica politica si irrobustisce con chiarimenti anche aspri; l'importante, alla fine, è che si formi un esecutivo all'altezza del duro compito che lo aspetta. Un esecutivo, naturalmente, sorretto da una maggioranza vera e granitica.