Un partito che rappresenti l'area moderata. Probabilmente perfino un cambio di nome. Senza perdere di vista un centrodestra plurale, «nel quale nessuna forza politica è autosufficiente». Il progetto politico di Silvio Berlusconi per il rilancio di Forza Italia è questo. Naturalmente si prevede anche un cambio dell'organigramma apicale del partito.
In questo scenario il ruolo più importante, quello di vicepresidente, sarà assegnato ad Antonio Tajani. Proprio il presidente del Parlamento europeo in questi giorni sta insistendo moltissimo, soprattutto con Berlusconi, sull'importanza delle liste civiche, in particolare quelle prive di un chiaro riferimento di partito. Mario Abbruzzese, viceresponsabile nazionale degli enti locali di Forza Italia, dice: «Diverse personalità elette in quelle liste provengono da Forza Italia. Questo a dimostrazione che il nostro contributo all'interno del centrodestra rimane fondamentale.

D'altronde ci sono esempi che vengono proprio dalla Ciociaria: penso alla vittoria bis di Nicola Ottaviani al Comune di Frosinone, a capo di una coalizione formata da molte liste civiche». È chiaro che la carica di vicepresidente per Antonio Tajani avrebbe degli effetti pure sul territorio. Il numero uno del Parlamento di Strasburgo anche in questi ultimi giorni si è confrontato molto con Nicola Ottaviani, Mario Abbruzzese, e Adriano Piacentini. La riorganizzazione di Forza Italia è attesa per i primi giorni di luglio. Quindi, ci siamo. Oltre ad Antonio Tajani vicepresidente, si parla dell'ipotesi di un comitato ristretto del quale faranno parte Maria Stella Gelmini e Anna Maria Bernini (capigruppo della Camera e del Senato). Ma circolano anche i nomi di Giovanni Toti, Mara Carfagna, Renato Brunetta e Paolo Romani. L'accelerazione prevederebbe anche una riflessione sui coordinatori regionali. Nel Lazio c'è Claudio Fazzone, senatore della provincia di Latina. Nell'ultima tornata amministrativa nel Lazio il centrodestra ha vinto a Viterbo ed Anagni. Ma ci sono state pure le sconfitte di Fiumicino, Velletri, Santa Marinella, Aprilia, Formia e Pomezia. Sconfitte che non sono piaciute, per esempio, a Fabio Rampelli (Fratelli d'Italia), vicepresidente della Camera.

Non resta che attendere le evoluzioni all'interno del centrodestra. Certo è che in Forza Italia è scattato l'allarme rosso per l'avanzata della Lega. All'interno degli "azzurri" il braccio di ferro è tra l'impostazione del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti (apparso favorevole al partito unico del centrodestra) e Antonio Tajani, che invece vede meglio l'impostazione di un partito moderato. Naturalmente ci saranno effetti anche su territori come la provincia di Frosinone. Nel capoluogo, per esempio, da due mesi va avanti una partita a scacchi tra il sindaco Nicola Ottaviani e la Lega. Con il Carroccio intenzionato a costituire un gruppo di tre consiglieri e un assessore. Come? Intanto del partito di Salvini fa parte Enrico Cedrone.
Poi hanno aderito Alessandro Petricca e Valentina Sementilli, che però in consiglio comunale sono rimasti nella Lista Ottaviani.

Infine, il pressing del Carroccio su Sara Bruni, consigliere di Frosinone Capoluogo. Il nodo che non si riesce a sciogliere è rappresentato dal fatto che Nicola Ottaviani non gradisce (è un eufemismo) che vengano alterati gli equilibri usciti dalle urne un anno fa. Fra l'altro, subito dopo le politiche del 4 marzo scorso, si era ipotizzato un possibile contatto tra Ottaviani e la Lega. Adesso però la prospettiva appare radicalmente mutata. Perché la prospettiva di un partito moderato è gradita al primo cittadino del capoluogo. C'è un ultimo elemento da considerare: in Ciociaria nel centrodestra il "peso" di Fratelli d'Italia del senatore Massimo Ruspandini è forte.