Non le manda a dire il Sindaco di Cassino ing. Carlo Maria D'Alessandro che risponde all'intera compagine di sinistra che focalizza il pericolo dissesto al solo caso Turriziani Petroli. "Non c'è più sordo di chi non vuol sentire ma, nel caso di specie, "non c'è più cieco di chi non ha voluto vedere determinando questo stato delle cose mentendo alla città.
Come si può affermare che la sola sentenza Turriziani Petroli crei problemi di dissesto se oggi, in sede di approvazione del consuntivo 2017 in giunta è pervenuta la nota del responsabile del servizio finanziario che attesta una potenziale passività di oltre 42 mln di cui, considerando le passività procrastinabili ad esercizi finanziari successivi, bisogna trovare ad oggi coperture dei debiti per oltre 12 mln.

Sebbene abbiamo deliberato in Consiglio Comunale di attivare la transazione con la società petrolifera, la stessa solo successivamente al riconoscimento del debito ha comunicato che intendeva modificare i termini della transazione in merito alle modalità di delegazione di pagamento. Ma il problema non è una sentenza di quasi due milioni di euro se il debito immediato da liquidare e superiore di quasi 6 volte (!).
Chi mi ha preceduto sa benissimo che la dichiarazione di pre-dissesto è stata un fallimento della propria amministrazione, anche perchè non è stato portato all'attenzione del Ministero e della Corte dei Conti tutto il debito pregresso, se pensiamo che solo la passività degli affari legali supera il milione di euro di parcelle professionali non onorate, senza considerare sorte capitale, interessi ed altro. Ho cercato di salvare il mio comune, ma la differenza tra me e il passato e la loro menzogna e la mia trasparenza: i cittadini devono sapere il reale stato delle casse comunali senza più alcun indugio smascherando chi per anni ha mentito addebitando le colpe solo ad altri abbaiando alla luna".
Più tecnico, ma non meno incisivo, l'intervento dell'Assessore alla Programmazione finanziaria, Bilancio e Tributi Porf. Ulderico Schimperna, che, infatti, mette la parola fine alle affermazioni del suo predecessore ai tempi di Petrarcone.

"Negli ultimi giorni sono apparsi articoli sulla stampa che riportano affermazioni del Sindaco Carlo Maria D'Alessandro ritenute tra di loro contraddittorie. Se da un lato il Sindaco ha illustrato i "6 cantieri" da realizzare entro la fine del suo mandato, dall'altro ha spesso richiamato il pericolo del dissesto.
Nella mia veste di assessore tecnico è allora opportuno un intervento per chiarire quanto sta accadendo contabilmente convinto che, a prescindere dall'origine dei problemi e dalla loro vetustà, l'amministrazione comunale debba compiere lo sforzo di prodigarsi per individuare tutte le possibili soluzioni.
Bene ha fatto il Sindaco a presentare la sua idea di Città coerentemente con il programma di mandato e con la programmazione triennale delle OO PP recepita nel bilancio di previsione 2018-2020. Credo sia corretto comunicare l'idea dell'amministrazione sul "nuovo volto" che la Città di Cassino dovrebbe assumere.
La programmazione degli investimenti deve, però, fare i conti con il pericolo effettivamente esistente di mantenimento degli equilibri di bilancio.
Le operazioni di chiusura del rendiconto 2017 ha impegnato tutti gli uffici nelle attività istruttorie con particolare riferimento agli eventuali debiti fuori bilancio da riconoscere o semplicemente passività non coperte da impegno di spesa risalenti ad annualità precedenti.

Purtroppo è emersa la chiusura del consuntivo 2017 in linea con le previsioni nonostante la pesante manovra dell'estate 2017 che ha visto il riconoscimento quali debito fuori bilancio di sentenze milionarie, oltre al recupero delle quote del disavanzo derivante dal piano di riequilibrio e dal disavanzo tecnico trentennale in cui il sindaco ha molto creduto nella speranza di salvare il comune. Tuttavia, non si nasconde che a seguito delle richieste di pagamento pervenute per bollette energia, oneri da sentenze ed espropri sono stati avviati i dovuti controlli di copertura delle spese reclamate con un alert dell'ufficio finanziario sul possibile rischio di mantenimento degli equilibri di bilancio se non si trovano, anche nell'ambito del bilancio appena approvato, risorse adeguate per finanziare tali passività. Tali debiti derivanti da annualità pregresse hanno solo coperture parziali attraverso gli impegni assunti nei bilanci degli anni precedenti.
In alcuni casi i debiti vanno ancora quantificati per importo ed esigibilità, le fatture delle forniture sono state contestate, ma le contestazioni, molte volte, sono ora sentenze di condanna per il Comune, decreti ingiuntivi e tentativi di transazioni con aggravio di spese legali ed interessi. Per non dire del continuo stillicidio proveniente dal settore degli affari legali che frequentemente segnala richieste di risorse per fronteggiare pagamenti di transazioni, spese legali e parcelle di avvocati.

In questo settore tanto è stato fatto dall'Amministrazione anche grazie al lavoro dell'ex Segretario Lorenzo Norcia e del personale addetto con l'informatizzazione del contenzioso ed il lavoro certosino e puntale finalizzato all'individuazione delle passività potenziali. Dal punto di vista finanziario molte risorse correnti vengono destinate al pagamento dei debiti; tuttavia, nonostante gli accantonamenti al fondo rischi, potrebbero rendersi necessarie altre manovre correttive del bilancio in corso.
Lo stato in cui l'Ente oggi, purtroppo, si trova, deve responsabilizzare tutta la macchina amministrativa affinché, nel rispetto dei principi contabili e soprattutto dei principi legislativi del T.U.E.L. sia trovata la soluzione più coraggiosa di fronte alla scelta di continuare a tagliare risorse per pagare i debiti pregressi rinunciando allo sviluppo negli investimenti o alla idea di poter abbassare un giorno le tasse oppure percorrere la via del dissesto, ammettendo che il piano di riequilibrio non può essere rispettato fino al 2022 perchè, come affermato dallo stesso Ministero, sottostimato nelle reali capacità dell'ente di rispettarlo. Tale stato di fatto giustifica, quindi, i richiami del Sindaco al "dissesto" non potendo ignorare i campanelli di allarme che provengono anche dal settore finanziario e dall'assessorato al bilancio che invita ad un costante monitoraggio dell'indebitamento dell'Ente intervenendo con provvedimenti di riequilibrio, laddove necessario. In quadro è purtroppo ormai quasi completo e le speranze di salvare il comune di Cassino dal default ormai sono pressoché nulle.