Li ha sbaragliati tutti. A suon di voti. Deve cedere lo scettro di mister preferenze al potente presidente uscente dell'assemblea della Pisana Daniele Leodori, ma solo per una manciata di voti: poco più di duecento. D'altronde il record lui l'ha già stabilito confermandosi ben oltre quota quindicimila, divenuta ormai un'abitudi ne. Ne aveva ottenuti 15.674 nel 2013, quando per la prima volta si affacciò nell'aula di via della Pisana. E domenica ne ha presi di più: 16.046.
È l'unico uscente ciociaro riconfermato. Per di più a mani basse. Mauro Buschini, assessore ai rapporti con il Consiglio regionale,ambientee rifiuti,èiltrionfatore di questa tornata elettorale insieme a Nicola Zingaretti. Entrambi recordman. Il governatore è il primo a bissare il mandato nel Lazio e Buschini è il più gettonato della sua squadra di governo.
Ambedue con un fardello pieno di voti e una missione più che impegnativa, forse impossibile: «rigenerare il centrosinistra», come l'ha sintetizzata lo stesso Zingaretti. Adesso tocca a loro, il dopo Renzi li aspetta.
Il giovane assessore alatrense ha travolto gli altri pretendenti dem portandosi dietro con un ticket riuscitissimo la giovane Sara Battisti (11.795 preferenze). La coppia d'oro del Pd ha seminato i competitor locali della lista. Buschini ha più di undicimila voti di scarto sul segretario provinciale Simone Costanzoe sulconsigliereregionale uscente Marino Fardelli, la Battisti distanzia le "rivali" dem Barbara Caparrelli e Barbara Di Rollo di circa ottomila voti. Buschini rifila il cappotto anche ad altri candidati "eccellenti" di questa tornata regionale in tutti i collegi, Roma compresa: liquida con uno scarto di migliaia di voti i candidati forzisti Palozzi e Simeone in corsa a Roma e Latina, come pure Refrigeri a Rieti e Panunzi a Viterbo.
Rifila settemila voti di scarto anche alla grillina Lombardi, candidata pure come consigliere nella circoscrizione di Roma per assicurarsi un paracadute. Dopo la fatica elettorale, Buschini si gode il trionfo. Ma con l'assillo di un partito da ricostruire. «Sono diventato segretario provinciale nel 2001 dice Allora ricostruimmo una grande forza su tutto il territorio. Ora bisogna fare lo stesso, con dedizione e coraggio». E un altro assillo: quello dell'anatra zoppa in Regione: «Condivideremo il lavoro da fare con tutta l'aula, opposizione compresa assicura come abbiamo fatto in questi anni». Quanto al successo del ticket con la Battisti, taglia corto: «Siamo due persone radicate sul territorio, ma vanno ringraziati tutti i candidati per il loro prezioso apporto». E sulla possibilità che nonfaccia piùl'assessore dice: «Mi pare prematuro parlarne ora. Ne discuteremo tutti insieme».