Altro grande sconfitto di questa tornata elettorale (oltre a Mario Abbruzzese di Forza Italia, battuto per 110 voti dalla condidata del Movimento 5 Stelle Ilaria Fontana) è senz'altro Francesco Scalia, senatore uscente. Il parlamentare si era presentato ai nastri di partenza con la "quasi certezza" di una riconferma. Poi la debacle del suo partito, il Pd di quel Matteo Renzi da molti indicato come il vero artefice della progressiva ma inarrestabile discesa dei Democrat, ha finito con il travolgere anche lui, che è rimasto ben lontano dal numero di voti necessario a tornare a Palazzo Madama. Due volte Presidente della Provincia, Sindaco di Ferentino e, come detto, senatore uscente, Scalia ha quindi deciso di fare un passo indietro, manifestando l'intenzione di non ricoprire più incarichi dirigenziali o istituzionali mettendosi a disposizione dei giovani. Insomma, un bel dietrofront, un tramonto di uno dei leader incontrastati del centrosinistra provinciale. Una decisione che Scalia ha ufficializzato con un comunicato stampa che vi riportiamo: 

Il "testamento" politico di Francesco Scalia
"Il voto è chiaro: gli italiani hanno deciso di bocciare le forze politiche che in questi anni hanno governato e hanno condotto il Paese fuori da una crisi profonda. Ma gli elettori hanno sempre ragione e ora tocca a chi ha ricevuto i suffragi maggiori governare. Il risultato del mio partito è nettamente negativo oltre le più buie aspettative e tanto basta per respingere un'analisi del voto sommaria e orientata alla ricerca di un unico colpevole. Tale, infatti, è la dimensione della debacle, anche in territori storicamente nostri, che non può che investire un intero gruppo dirigente, nazionale e territoriale, e, pertanto, non può essere archiviata con delle scorciatoie. Se fossi in Renzi non mi dimetterei, ma convocherei un congresso straordinario con al centro il futuro della casa comune dei riformisti italiani in quest'epoca di profondi cambiamenti globali. Quanto a me, ho avuto il privilegio di amministrare prima la mia città e poi la mia provincia, quindi di partecipare ad una bellissima legislatura, che credo abbia contribuito a cambiare in meglio il nostro Paese. Ho impegnato tutto me stesso nell'attività amministrativa e politica, – credo – con qualche risultato per la mia terra. Ho avuto molto dalla politica e di questo ringrazio il Partito ed i tanti elettori che in ogni competizione elettorale mi hanno rinnovato la loro fiducia. Oggi è venuto per me il momento di mettere a disposizione dei giovani del mio partito – se vorranno - l'esperienza di oltre trenta anni nelle istituzioni. Continuerò a fare politica da semplice militante, non ricoprendo più incarichi istituzionali e dirigenziali".