Sei consiglieri regionali da eleggere. Poi due deputati e un senatore nei tre collegi del maggioritario. Mentre, per quanto riguarda i listini proporzionali, dipenderà da tanti fattori: la percentuale raggiunta dai diversi partiti e lo scorrimento della graduatoria in primis. Poi ci sono quelli che concorrono fuori provincia. Questo per quanto riguarda i numeri della rappresentanza del territorio. Bisognerà quindi tenere conto della diversità dei sistemi elettorali. In particolare, nel Rosatellum non è previsto il voto disgiunto. Mentre alle regionali sì: sarà possibile cioè esprimere la preferenza per un candidato alla presidenza e, contemporaneamente, per un candidato di una lista di uno schieramento diverso. Possibile anche l'opzione di genere: due voti, a patto però che siano per un uomo e per una donna. E questo riguarda i meccanismi di espressione del consenso. In realtà gli elettori da anni sono abituati a recarsi alle urne per più votazioni, regolate da sistemi differenti.

L'effetto coalizione
Si tratta dell'elemento che farà la differenza nei collegi maggioritari. E soprattutto nella composizione del Parlamento. In ognuno dei tre collegi maggioritari in provincia di Frosinone ci saranno dieci candidati. Naturalmente l'effetto coalizione riguarda il centrodestra e il centrosinistra. Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lega e Noi con l'Italia sostengono Massimo Ruspandini al Senato, Francesco Zicchieri alla Camera nord, Mario Abbruzzese alla Camera sud. Partito Democratico, Insieme, +Europa e Civica Popolare puntano su Maria Spilabotte al Senato, Francesca Cerquozzi alla Camera nord e Gianrico Rinaldi alla Camera sud. Il trend nazionale peserà in maniera fondamentale, ma è evidente che sul territorio sarà importante anche il traino del proporzionale.

Quelli che il listino...
La posizione eleggibile innanzitutto, ma anche la voglia di fare bella figura e dimostrare di avere un ruolo sul territorio. Alcuni esempi. Francesco De Angelis (Pd), terzo alla Camera, vede Montecitorio: il capolista è Claudio Mancini, ma al secondo posto c'è Rosa Maria Di Giorgi, che è candidata nel collegio uninominale di Firenze Scandicci (nel quale i Democrat sono dati per favoriti). Mentre al Senato il Pd schiera Monica Cirinnà, Claudio Moscardelli e Maria Spilabotte. Gianfranco Schietroma vuole provare a tenere la posizione del Psi. Non a caso nella lista Insieme il capolista al Senato è Antonio Ciotoli, mentre alla Camera ci sono Vincenzo Iacovissi e Daniela Testa. In Forza Italia il presidente dell'europarlamento Antonio Tajani non può sbagliare: alla Camera c'è Sestino Giacomoni, al Senato, dopo Claudio Fazzone e Maria Rosaria Rossi, c'è Giuseppe Incocciati. I capilista di Fratelli d'Italia sono Marco Marsilio al Senato e Francesco Lollobrigida alla Camera. Luca Frusone e Ilaria Fontana guidano il listino dei Cinque Stelle alla Camera. Vietato rilassarsi. Per chiunque. Anche perché i risultati del 4 marzo saranno comunque un punto di partenza.

I riflettori sui Comuni
Se alle politiche il voto è nazionale, alle regionali le preferenze si esprimono. Anzi, si scrivono. E nei Comuni inevitabilmente si faranno delle considerazioni. A Frosinone innanzitutto, dove meno di un anno fa il centrodestra guidato da Nicola Ottaviani ha vinto al primo turno con il 56%. Neppure sarà indifferente sapere, all'interno di Forza Italia, quante preferenze prenderanno Pasquale Ciacciarelli, Antonello Iannarilli e Carlo Gagliardi. Soprattutto adesso che il coordinatore-commissario di Forza Italia è Adriano Piacentini. Così come a Ferentino, dove il sindaco è Antonio Pompeo (presidente della Provincia), sarà interessante contare i voti dei tre "ticket" del Pd alle regionali: Buschini-Battisti (area De Angelis), Fardelli-Caparrelli (Scalia), Costanzo-Di Rollo (Astorre). Antonio Pompeo fa parte della componente di Francesco Scalia. Stesso discorso per Alatri: il sindaco Antonio Morini da sempre sta con Buschini. A Veroli il primo cittadino è Simone Cretaro, vicinissimo a Pompeo. Attesa pure per i verdetti di Paliano (sindaco Domenico Alfieri) e Patrica (Lucio Fiordalisio). Per non parlare di Anagni, dove il primo cittadino è Fausto Bassetta. Sull'altro versante, quello del centrodestra, ci sono, fra gli altri, Cassino (Carlo Maria D'Alessandro) e Pontecorvo (Anselmo Rotondo). Da sempre il risultato delle politiche e delle regionali provoca dei contraccolpi nei Comuni. Sarà così anche stavolta.

Il test per i partiti
La premessa è che alle politiche il voto sarà maggiormente di opinione. Alle regionali un po' di meno. In ogni caso però dappertutto le singole sezioni di ogni singolo Comune saranno passate al setaccio. Nel Pd è annunciato il congresso. Big a parte (per loro sarà fondamentale il risultato elettorale), Domenico Alfieri valuterà gli spazi di agibilità politica per prendere in considerazione l'ipotesi segreteria. In Forza Italia c'è una sorta di triangolazione: Ottaviani, Abbruzzese, Iannarilli. Ma non verranno messi in discussione gli assetti appena delineati. Prova elettorale fondamentale per il Movimento Cinque Stelle. Il radicamento sul territorio, però, si misurerà alle regionali più che alle politiche. Debutto per Liberi e Uguali, che alle politiche si presentano in alternativa al Pd, mentre alle regionali sostengono Nicola Zingaretti. Gli elettori decideranno anche questo tipo di equilibrio. Infine, le liste civiche in campo alle regionali: disegneranno gli spazi al di fuori dei partiti maggiori. Un valore aggiunto.