Nel centrodestra monta la protesta dei territori per i possibili scenari che si vanno delineando sulle candidature nei collegi. Perché forse a livello nazionale e regionale fatica a passare il concetto che le partite nei collegi maggioritari saranno decisive e la spinta locale avrà un ruolo fondamentale. Nella prima divisione uscita dal tavolo di Arcore il collegio nord della Camera Frosinone viene dato in quota alla Lega: il nome che circola è quello dell'onorevole Barbara Saltamartini, che non ha nulla a che fare con questo territorio. Sempre in tema di Lega, per il ruolo di capolista alla Camera nel proporzionale, si fa il nome di Francesco Zicchieri, coordinatore regionale del partito ed esponente della provincia di Latina. In questo modo la rappresentanza territoriale del Carroccio, con il coordinatore provinciale Fabio Forte in testa, sarebbe messa all'angolo. Con il rischio di determinare effetti sull'intero quadro di centrodestra della provincia di Frosinone e di Latina. Proprio per le scelte che potrebbe effettuare la Lega.
Quando invece sul tavolo c'è un'opzione "virtuosa", quella di Fratelli d'Italia, alla quale il centrodestra potrebbe guardare con attenzione. Perché è evidente che la candidatura di Massimo Ruspandini al collegio maggioritario del Senato in provincia di Frosinone e di Nicola Calandrini alla Camera nord della provincia di Latina rappresenterebbe un segnale di controtendenza fortissimo, di autonomia e di slancio di territori dove il centrodestra mantiene le sue roccaforti grazie all'impegno e ai voti degli esponenti locali. Non va meglio in Forza Italia, dove per la lista delle regionali le fibrillazioni sono al massimo. Alessandra Mandarelli appare intenzionata ad un definitivo passo indietro e questo lascerebbe senza rappresentanza il Comune capoluogo, dove qualche mese fa Nicola Ottaviani è stato eletto sindaco per la seconda volta con il 57% dei consensi. Sulla scorta di un risultato imponente della coalizione di centrodestra. Infine, i grandi nomi nazionali che restano sullo sfondo prima della chiusura delle liste. Per il proporzionale e per il maggioritario, perché i collegi della provincia di Frosinone sono considerati praticamente blindati. E allora, perché non "paracadutare" chi con il territorio nulla ha a che fare? Dovunque i quadri e i dirigenti del centrodestra, unitamente agli amministratori locali, sono letteralmente in rivolta. Fra l'altro nei giorni scorsi ci sono stati segnali inequivocabili: l'ex sindaco Sora Ernesto Tersigni che ha deciso di non candidarsi più nella lista di Noi con l'Italia alle regionali. Poi lo "strappo" di Gianluca Quadrini con Forza Italia e l'approdo proprio in Noi con l'Italia. Sempre per le regionali. Un pandemonio scoppiato per il modo con il quale si stanno gestendo le candidature. Il rischio per il centrodestra è che dopo il 4 marzo in Ciociaria si scateni un autentico "Vietnam politico". Con conseguenze difficilmente ipotizzabili.