C'è solo la risposta a una domanda che oggi aggregherebbe tutto il centrodestra. La domanda: consegneresti la plancia di comando della regione a Storace? La risposta negativa guadagnerebbe il 100% dei consensi. Provi Berlusconi a chiedere ai suoi sondaggisti per averne conferma.
Ed è su questo tema, si scrive Pirozzi si legge Storace, che ieri alla notizia della probabile convergenza sul simpatico sindaco di Amatrice è scattata una rivolta silenziosa della base azzurra. Silenziosa perche da sempre, quando le decisioni vengono assunte dal Capo, nessuno si espone. Nessuno mette in difficoltà i superiori. Nel caso gli allibiti colonnelli di sempre.
Ma i mugugni hanno superato il
livello di guardia. "Primo perderemo. Secondo daremo gratis la guida del partito a uno (Storace) che ha rappresentato il peggior alleato di sempre in regione - dice un vecchio forzista di Sora - per giunta gliela daremo gratis rimettendo in pista un soggetto che a Roma un anno fa ha preso lo 0,6 per cento. Dallo 0,6 alla prossima guida del centrodestra (minimo) o addirittura della giunta in caso di vittoria mi pare davvero una cosa folle".
È proprio da Sora arriva il primo disimpegno: Ernesto Tersigni, ex sindaco della città, un bel gruzzolo di consensi - annuncia il ritiro della sua disponibilità per le liste delle regionali.
C'è anche chi si interroga sul dopo: rimettere Storace in pista significa cedere la leadership su tutta la Regione. Con riflessi imprevedibili su tutti gli equilibri. Significa far entrare dalla porta principale Salvini consegnandoli una fetta consistente di voti, uomini e relazioni. Perché tutti vorranno interloquire con i nuovi comandanti della Regione targata Lega dove Forza Italia vedrà drasticamente ridimensionato il suo spazio d'azione.
Ecco proprio questa cessione incondizionata a Salvini non convince e sono in molti a credere in un colpo di teatro finale che rilanci le quote di un forzista (Gasparri) o del leader di Fratelli d'Italia (Rampelli).
La delusione per l'eventuale scelta di Pirozzi si taglia a fette in tutta la Ciociaria e soprattutto a Latina. Nel capoluogo pontino, con il centrodestra fatto a pezzi dagli scandali, ora che si riprovava a ricostruire qualcosa l'idea Pirozzi non riesce ad essere digerita. E al sud della provincia dove resiste lo strapotere di Fazzone e dove ancora la politica si fa "porta a porta" e si programma studiando uomini e strategie il solo pensiero di tornare ad "Epurator" affidando la guida regionale ad un bravo sindaco di un paese di un migliaio di abitanti lascia il popolo azzurro a dir poco allibito.
"Con Pirozzi candidato spianiamo la strada alla vittoria del Movimento cinque stelle. Chi se la prenderà la responsabilità di questa scelta? Certo Berlusconi può fare quello che vuole, il partito è suo. Ma è proprio sicuro che tutto questo non influirà anche sulle politiche? E poi, perché sempre il Lazio deve pagare il prezzo di queste scelte?". Marco fa l'albergatore nel Golfo di Gaeta, ha sempre sostenuto Forza Italia. "Questa volta se lo votassero loro il candidato. All regione voterò Zingaretti. Pirozzi mi è simpatico ma governare la regione non è esattamente come fare il sindaco di un paese di un migliaio di abitanti. E i problemi da affrontare sono tanti". Ecco tanti problemi: su tutti la sanità. E dopo essere usciti dal commissariamento rimettere in mano la macchina al presidente dello scandalo Lady ASL (un centinaio di milioni di euro sottratti al sistema sanitario regionale) non è proprio una bella idea per la campagna elettorale azzurra e di tutto il centrodestra.