Il treno dei desideri di Matteo Renzi non convince i sindacati.Che i rappresentanti dei lavoratori fossero scettici sulla visita dell'expremier che ha scelto Ferentino e non Cassino per la sua tappa in Ciociaria si era intuito già mercoledì quando hanno declinato l'invito del consigliere regionale Marino Fardelli a confrontarsi con l'ex presidente sul Consiglio durante il viaggio in treno da Venafro alla Ciociaria. Ma lo scetticismo viaggia pure su altre corde e tocca in pieno la dirigenza Fca, con a capo Marchionne che ha disegnato un futuro glorioso per lo stabilimento di Piedimonte. Intanto a bordo dei vagoni del Freccia Bianca il segretario del Pd, incalzato dai cronisti in merito alla vertenza degli interinali e più ingenerale dello stabilimento Fca e del suo indotto, aveva spiegato:«Anzitutto sgomberiamo il campo dalle fake news che ho visto circolare in questi giorni.Io non ho fatto alcuna promessa di posti di lavoro, ho semplicemente visitatolo stabilimento di Cassino così come ho fatto a Melfi e in tante altre fabbriche. Noi siamo al fianco di chi chiede a Fca di rispettare gli impegni che ha preso.Come Pd e come Governo chiediamo di rispettaregli impegni e investire daMelfi, a Pomigliano e Cassino. Sono fiducioso che Marchionne e Fca manterranno tali impegni».Quindi, la rassicurazione a Fardelli,al circolo del Pd di Cassino e agli interinali saliti a bordo: «Rappresenterò la situazione al premier Gentiloni e al ministro Calenda. Proverò a chiedere un incontro a Marchionne per avere delucidazioni sul piano industriale».Si riaccende la speranza? Nemmeno per sogno.Anche perché non può certo garantirla Renzi, bensì Marchionne! La stroncatura peggiore arriva dalla Uilm, il sindacato più grande e rappresentativo nel sito pedemontano e non certo ostile al Governo. Il segretario Francesco Giangrande tuona: «Quelle di Renzi sono parole che non meritano di essere commentate».Gli fa eco Mirko Marsella della Fim-Cisl: «Mi sarei aspettato qualche proposta concreta e non solo di facciata».Poi allarga il cerchio e affonda il coltello nella piaga: «I tanti politici impegnati nelle imminenti elezioni,a partire da Renzi, dovrebbero ricordarsi che dietro quei numeri che loro elencano con tanta disinvoltura ci sono delle persone,dei ragazzi rimasti senza lavoro».

Stoccata al mondo politico

Il segretario dell'Ugl Enzo Valente è chiaro con tutti: «Questo territorio troppe volte è stato illuso e disilluso. Non abbiamo più bisogno di slogan, invitiamo Renzi a fare i fatti, invitiamo tutti i politici del territorio a prendere una posizione:cosa pensano,ad esempio, della precarizzazione selvaggia di questi ultimi anni? In campagna elettorale vorremmo confrontarci con loro per conoscere il loro modello di società.Una società che non mette più al centro i giovani».La Fiom, dal canto suo, avrebbe preferito vedere l'ex premier fuori dai cancelli della fabbrica pedemontana:«Renzi - dice De Palma - ha chiesto di incontrarci sul treno per parlare diFca. Abbiamo risposto che se vuole noi siamo davanti allo stabilimento coni 500 precari lasciati a casa.Il tempo dei selfie è finito: gli operai non sono comparse e noi della Fiom vogliamo cambiare la realtà per garantire il lavoro».

A difesa di Renzi

A difendere Renzi ci prova Di Maulo della Fismic: «L'auspicio del segretario dem è condivisibile. La fabbrica di Cassino spiega è in pieno sviluppo, adesso attendiamo con trepida attesa il piano industriale nel primo trimestre del 2018».E lo sguardo, al di là del viaggio di Renzi in Ciociaria, è tutto rivolto sui vertici della multinazionale,sulle loro reali intenzioni, sul gioco di incastri mondiale, su ogni parola che pende dalla bocca di Marchionne.
Sarà anche stavolta lui a decidere la buona o la malasorte di un intero territorio. La politica potrà giocare solo la partita del dialogo, del pressing, della "rimembranza" rispetto al sostegno dato alla Fiatnei decenni. L'ultima parola spettava e spetta e spetterà all'azienda. Nel bene e nel male.