«Je suis le président».  Lui, Nicola Zingaretti, lo ha detto in italiano. Ha sottotitolato la frase spiegando la natura della sua visita di ieri a Patrica. «La campagna elettorale non è ancora iniziata e la mia presenza qui, oggi, è per testimoniare la vicinanza dell'istituzione Regione alle comunità e alle famiglie che ancora si sentono sole».
Prima tappa della sua passeggiata in Ciociaria, "scortato" dall'assessore regionale Mauro Buschini e dal consigliere Marino Fardelli, è stata la rotatoria alle Quattro Strade di Patrica, infrastruttura che sarà completata entro le prossime due-tre settimane. Un finanziamento regionale di 330.000 euro (di cui 230.000 esclusivamente per l'opera) utilizzati per la riqualificazione e la messa in sicurezza di uno svincolo molto importante, come ha tenuto a sottolineare il sindaco, Lucio Fiordalisio, che ha accompagnato Zingaretti nel sopralluogo del cantiere. Ha stretto mani, il candidato del centrosinistra alla Pisana, anche quelle dei giovani del servizio civile.
«Di solito si viene alle inaugurazioni - ha esordito il primo cittadino - mentre oggi il presidente ci teneva a visionare lo stato dei lavori in un'area pericolosa, da mettere in sicurezza. Oltre all'opera in sé abbiamo provveduto a curare anche l'illuminazione pubblica, i marciapiedi e i parcheggi».
Al centro della rotatoria, peraltro, sarà posizionata anche un'installazione di acciaio e vetro realizzata dal maestro Fausto Roma: l'albero della pace, in ricordo della visita di Giovanni Paolo II in Ciociaria il 16 settembre 2001, anche per la vicinanza alla chiesa intitolata all'amatissimo papa.
Secondo appuntamento a cui ha preso parte Zingaretti è stata l'assemblea generale di Federlazio a Villa Ecetra. Nel pubblico tante autorità, tra cui anche il nuovo questore di Frosinone, la dottoressa Rosaria Amato, fresca di insediamento.
«Vogliamo lasciare alle nostre spalle - ha commentato il presidente - un brutto periodo in cui le comunità e le nostre famiglie si sentivano in gran parte sole. Perché una Regione sfasciata nei bilanci, commissariata in sanità e che non può assumere è una Regione più debole. Oggi noi scommettiamo su un Lazio più forte e credibile. Basti pensare che nel 2013 un Comune che aveva un debito con la Pisana veniva pagato con una media di 1.015 giorni e infatti molte amministrazioni andavano in fallimento. Questa visita a un cantiere aperto e non a un'opera realizzata è un segnale. Bisogna essere molto umili e guardare in faccia ancora la complessità della situazione ma invitare anche alla speranza. È, insieme, un atto di umiltà e fiducia nel dire "ce l'abbiamo fatta". E aggiungo che ce la faremo anche per tutto il resto».

Tre domande al governatore

Presidente Zingaretti, come procede la campagna elettorale?

«Tengo a precisare che quella di oggi è una visita istituzionale e io sono qui come presidente. Insieme ai comuni, ai sindaci e alla popolazione abbiamo lavorato per rendere il Lazio un po' più forte, nella consapevolezza che noi competiamo con la Toscana, la Campania, l'Abruzzo, la Lombardia. Dobbiamo essere un territorio che combatte e una Regione degna della fiducia dei territori».

Se non è oggi l'inizio della campagna elettorale, quando la inizia allora?

«Io penso che il primo dovere di chi fa il presidente, di fronte a gente che chiede lavoro e sviluppo, sia innanzitutto fare cose come quelle di oggi: visionare un cantiere e parlare con gli imprenditori. Ma, soprattutto, dimostrare che non è vero che non cambia mai nulla. Basti pensare che nel 2013, in una sanità distrutta, in tutto il Lazio per il blocco delle assunzioni si contrattualizzarono 63 persone: quest'anno ne assumiamo 1700. Se posso trovare una sintesi dico che la strada è ancora lunga ma è quella giusta. Per rispondere alla sua domanda sulla campagna elettorale, le dico che prima o poi inizieremo».

Cosa pensa dei suoi avversari alle prossime regionali? Dovrà vedersela anche con le donne...

«Beh, che le devo dire... In democrazia meno male che ci sono gli avversari».