In realtà stanno già contando le tessere, perché saranno gli iscritti a decidere il congresso del circolo frusinate del Pd, in programma domenica all'Astor hotel. Sulla pagina facebook del circolo Dem del capoluogo ieri si ricordava che «lunedì 16 ottobre dalle ore 18 alle 19, si potrà rinnovare la tessera del Partito Democratico presso i locali della Federazione».

Rinnovare significa chiaramente che si parla di chi la tessera ce l'ha già. Il tesseramento dei nuovi iscritti, invece, è terminato il 25 settembre scorso. Fatto sta che l'elezione del nuovo segretario avverrà attraverso il voto dei tesserati.

Qualche mese fa l'ex sindaco Michele Marini, intervenendo in sede di direzione provinciale sull'analisi del voto alle comunali di Frosinone, lanciò l'idea di eleggere il segretario cittadino attraverso le primarie aperte. Spiegando che se è vero che a norma di statuti e regolamenti soltanto il segretario nazionale e regionale possono essere eletti con le primarie, è altrettanto vero che l'assemblea cittadina potrebbe decidere diversamente anche per il livello comunale. Optando per le primarie aperte. Questo però non è avvenuto.

Michele Marini, che fa parte dell'AreaDem di Dario Franceschini, è lontano sia dalla posizione di Francesco De Angelis che da quella di Francesco Scalia. Difficilmente parteciperà al congresso cittadino, per marcare in modo evidente la distanza. Non si registrano passi avanti per quanto riguarda le strategie e le grandi manovre, nonostante i big provinciali continuino a sentirsi a tamburo battente. L'idea di una soluzione unitaria, perlomeno nella mozione che ha sostenuto Matteo Renzi alla segreteria nazionale dei Democrat, è difficile da tradurre in pratica. Non impossibile però.

Lo schema è quello di Andrea Palladino (area di Francesco De Angelis) alla segreteria e di Valentina Calcagni (componente di Francesco Scalia) alla presidenza. Ma i dubbi non mancano, a cominciare da quelli di Stefania Martini, che in un primo momento sembrava pronta a correre per la segreteria in alternativa a Palladino. Magari con il sostegno anche della mozione che si riconosce in Andrea Orlando. A proposito: ieri mattina al Casaleno fitto colloquio tra Norberto Venturi, Francesco Brighindi e Giuseppe Sarracino. Con gli ultimi due ad "inseguire" (letteralmente) Venturi, impegnato in una corsa a ritmo sostenuto. Battute a parte, al momento gli orlandiani non hanno intenzione di partecipare ad una soluzione unitaria, che magari preveda il ruolo di vicesegretario. Anche perché, a meno di una settimana dal voto, è difficile raggiungere accordi dopo che per mesi non c'è stato lo straccio di un confronto.

Da verificare pure la posizione che assumerà Fabrizio Cristofari, consigliere comunale e candidato sindaco pochi mesi fa. Certo è che dalle dinamiche del congresso cittadino sono rimasti ai margini un ex sindaco (Michele Marini), un candidato sindaco (Fabrizio Cristofari) e gli ex segretario e presidente (Norberto Venturi e Francesco Brighindi). Tra pochi mesi si voterà per politiche e regionali.

Nei Democrat si continua a ragionare in termini di correnti. Di unità invece si parla. E basta.