Il caso Piacentini rischia di infiammare il consiglio comunale di mercoledì. Alla notizia della decisione della Consob di sospenderlo per tre mesi dall'esercizio delle funzioni di consulente finanziario per irregolarità nelle informazioni rese a un cliente, è stato Fabrizio Cristofari a dichiarare che, per il momento, preferisce un "no comment". Ma della questione e di altri argomenti scottanti ne parlerà in consiglio. Mercoledì appunto. La notizia ha fatto il giro della città visto lo spessore del personaggio coinvolto, presidente del consiglio comunale e membro dell'assise dagli anni Novanta. Stefano Pizzutelli di Frosinone in Comune afferma: «Ovviamente non entriamo nel merito della vicenda professionale. Adriano Piacentini ha così tanta esperienza di consiglio comunale da porter decidere, in autonomia se la sua vicenda professionale sia tale da rendere necessario un passo indietro da una carica così rilevante e delicata».

Altri hanno preferito non commentareo limitarsi a frasi di circostanza. Anche i grillini, solitamente giustizialisti, hanno scelto una tattica attendista. Per i socialisti, Massimo Calicchia ha affermato che «sulle questioni personali abbiamo rispetto e pensiamo che vadano trattate altrove. Piacentini avrà modo di difendersi. Noi vogliamo fare politica. Lo giudichiamoe lo critichiamo - se va criticato - nel suo ruolo istituzionale».

La Consob si è mossa nei confronti di Piacentini a seguito di un esposto, presentato da un cliente della banca Sanpaolo Invest del 27 aprile 2016. A Piacentini è stata contestata la violazione del regolamento Consob sulle "regole generali di comportamento". Tre le contestazioni mosse al politico: consegna ai clienti di documenti destinati a un uso esclusivo interno, modifica delle informazioni su alcuni documenti, consegna ai clienti di documenti contenenti false informazioni. La Consob, nella sanzione, ha considerato come attenuanti «che le irregolarità hanno riguardato un solo cliente e che, con specifico riferimento all'uso di documentazione, non destinata alla diffusione presso il pubblico, l'investitore aveva piena consapevolezza del carattere informale dei dati». Piacentini, dal canto suo, ha negato qualsiasi irregolarità, ammettendo semplicemente di aver trasmesso un documento riservato ad un uso interno.