Adriano Piacentini sospeso per tre mesi dall'albo unico dei consulenti finanziari. Al presidente del consiglio comunale la Consob ha contestato la violazione dell'articolo 107 del regolamento relativamente alle "regole generali di comportamento". La delibera dell'organismo di vigilanza dei mercati finanziari è del 6 settembre 2017 ed è comunque appellabile in secondo grado. Dal canto suo, il consigliere nega tutto e ribadisce di aver operato nella massima trasparenza.

La decisione
Il procedimento - si legge nella delibera della Consob - prende le mosse da un esposto presentato il 27 aprile 2016 da un cliente della Sanpaolo Invest Sim. La questione riguarda un solo cliente. «Nel caso di specie, ai fini della determinazione della sanzione da applicare - è scritto nella delibera numero 20104 della Consob - si è tenuto conto, in senso attenuativo della gravità oggettiva dell'illecito, che le irregolarità hanno riguardato un solo cliente che, con specifico riferimento all'uso di documentazione non destinata alla diffusione presso il pubblico, l'investitore aveva piena consapevolezza del carattere informale dei dati contenuti nei prospetti riassuntivi trasmessigli dal consulente».

Gli accertamenti
Dopo l'esposto del 27 aprile 2016, la Consob ha chiesto alle parti interessate di fornire atti e controdeduzioni. E dunque la documentazione trasmessa da San Paolo Invest Sim il 14 luglio 2016 e l'11 ottobre 2016 «dalla quale - scrive la Consob - sono emerse irregolarità poste in essere dal sig. Adriano Piacentini nello svolgimento dell'attività di consulente finanziario». A quel punto la divisione intermediari, ufficio vigilanza intermediari - rete promotori e consulenti finanziari, ha contestato al consigliere «la violazione dell'articolo 107, comma 1, del regolamento Consob n. 16190 del 29 ottobre, per avere: consegnato ai clienti documenti destinati ad esclusivo uso interno; artatamente modificato le informazioni presenti su alcuni documenti; consegnato ai clienti documenti contenenti false informazioni». Piacentini, per due volte, ha prodotto delle documentazioni difensive, il 25 gennaio 2017 e il 29 maggio successivo. Mentre il 25 maggio c'è stata l'audizione dello stesso. Il 22 giugno 2017, l'ufficio sanzioni amministrative, esaminati gli atti del procedimento, ha mosso le conclusioni «nel senso di ritenere accertati gli addebiti contestati» e ha formulato le proposte in ordine alla sanzione da applicare. Al che Piacentini ha presentato le proprie controdeduzioni «in replica alle proposte ed alla determinazione della sanzione». Stando così le cose, la Consob ha considerato che le «controdeduzioni non presentano elementi idonei a modificare il quadro fattuale emerso nell'ambito dell'attività istruttoria e confermato dall'ufficio sanzioni amministrative».

La sanzione
Con il quadro complessivo degli elementi forniti dalle parti, la Consob è arrivata a una decisione. Non prima di aver «ritenuta conclusivamente accertata, a carico del sig. Adriano Piacentini, la violazione dell'art. 107, comma 1, del regolamento intermediari, per avere egli consegnato documentazione destinata ad esclusivo uso interno, artatamente modificato le informazioni ivi contenute e prodotto documenti recanti false informazioni». Nella scelta della sanzione la Consob ha, però, tenuto conto di alcune attenuanti. Ovvero il fatto che «le irregolarità hanno riguardato un solo cliente» e che, con riferimento all'uso di documentazione non destinata alla diffusione al pubblico, l'investitore era a piena conoscenza della natura informale dei dati dei prospetti riassuntivi trasmessi dal consulente. Da qui la sospensione decretata per tre mesi dall'albo unico dei consulenti. Contro tale provvedimento è proponibile ricorso alla Corte d'appello.

La difesa
«Nella fattispecie è stata ravvisata solo una responsabilità oggettiva - afferma Piacentini - Non faccio io quegli elaborati sull'andamento della gestione patrimoniale. Non c'è stato nessun falso: non ho falsificato alcun documento. Si tratta solo di un documento, a uso interno, che mi è stato chiesto per motivi di contabilità. È stato un mio errore, ma come dimostrato, anche tramite email, l'investitore era pienamente consapevole che si trattava di atti informali».

Il problema, secondo Piacentini, è nella fluttuazione di borsa per cui un prospetto delle ore 10 necessariamente - sostiene - è diverso da quello delle ore 17. E questo - secondo la prospettazione difensiva - avrebbe ingenerato il dubbio. Piacentini, consigliere comunale dagli inizi degli anni Novanta, è stato più volte assessore e candidato a sindaco due volte. In banca ha lavorato dal 1985 fino al 2011 nella Banca della Ciociaria, poi Credito artigiano e Credito Valtellinese, dal quale si è dimesso il 31 maggio 2011. Nell'ambito della sua attività al Credito artigiano è stato coinvolto in una vicenda giudiziaria, per la quale è tuttora sotto processo davanti al tribunale di Frosinone per l'ipotesi d'accusa di appropriazione indebita.