Se non è l'incoronazione di un monarca assoluto poco ci manca. Di certo c'è che sarà Mario Abbruzzese a decidere le sorti di Forza Italia in provincia di Frosinone. È su di lui che Antonio Tajani conta. Il presidente dell'europarlamento, nel sostenere nel corso del convegno "L'Italia e l'Europa che vogliamo", che l'onorevole cassinate è ormai pronto per il grande balzo dall'assise della Pisana al contesto nazionale, ha di fatto decretato chi traccerà gli scenari relativi a politiche e regionali. Un risultato, quello incassato dall'ex numero uno del consiglio regionale del Lazio dell'era Polverini, costruito su anni impiegati a recuperare coloro che la casacca azzurra l'avevano ormai infilata nel cassetto. E ora l'imprimatur da parte dell'uomo indicato dal Cavaliere come il suo possibile alter ego a premier, mette la parola fine a scalpitii e possibili ritorni di fiamma.

Mario Abbruzzese, almeno stando ai rumors, avrebbe preferito correre nuovamente verso la periferia di Roma. Ben lontano da palazzo Chigi. Ma nel caso in cui il suo mentore dovesse veramente ricoprire il ruolo di primo ministro, a quel punto non potrà rifiutare di andare a ingrossare il plotone dei "pretoriani" pronti a blindare ogni decisione di Tajani.

La tre giorni di Fiuggi ha decretato anche una sorta di potere piramidale in Ciociaria. Che, se vede al vertice il consigliere regionale della città martire, fa capire pure che subito dopo c'è il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani, seguito dal consigliere provinciale Danilo Magliocchetti e dal coordinatore azzurro Pasquale Ciacciarelli.

Sono i soli a cui è stata data la possibilità di dire la loro dal pulpito bianco della sala delle feste nel Grand Hotel Palazzo della Fonte. E non davanti a una platea locale, bensì al cospetto del gotha nazionale. Partita chiusa? No. Spazi per gli altri ce ne saranno eccome. I posti in palio, anche se non sono ancora state definite le leggi elettorali regionali e nazionali, potrebbero essere sedici. E in pole position già si vedono Gianluca Quadrini, Silvio Ferraguti e Adriano Piacentini. Ma non solo.

In alcuni convegni, quelli dell'area tematica dei sindaci, hanno avuto spazi importanti anche il cassinate Carlo Maria D'Alessandro, il rocchigiano Rocco Pantanella e Tommaso Ciccone, primo cittadino di Pofi. Così come a stringere le mani, quelle che contano, sulla terrazza del Palazzo c'era pure Antonello Iannarilli. Una presenza discreta, quella dell'ex onorevole, ma abbastanza operativa.

Passando poi alla corsa rosa, stavolta non di secondaria importanza, a sperare concretamente sono Alessandra Mandarelli, Maria Teresa Graziani, Serena Petricca e Ombretta Ceccarelli. Fondamentale allearsi con la più veloce nel caso in cui alla Pisana dovesse passare la legge che prevede la doppia preferenza di genere. E mentre sul web impazza ancora l'esercito dei selfie che ha immortalato il "ritorno" del Berlusca, a Frosinone il meccanismo della campagna elettorale è già scattato. E i seguaci di Tajani anche sull'attenti.