Area Permaflex, Solidiamo e Parco Matusa. La politica sale sul ring. Danilo Magliocchetti non ci sta a sentir parlare di immobilismo e di scarsa chiarezza. E allo schiaffo sferrato ieri dal Dem Angelo Pizzutelli non porge di certo l'altra guancia. Anzi, dopo le lezioni di fitboxe prese in Austria, ci va giù pesante.

«Il collega - evidenzia l'esponente di FI - avrà tutte le risposte che chiede, nei tempi dovuti e nei modi previsti dallo statuto, perché l'agenda politica non la detta l'opposizione. Fermo e imprescindibile il rispetto per le legittime opinioni altrui, alcune questioni sollevate, tuttavia, appaiono veramente strumentali. A cominciare dalla vicenda dell'area ex Permaflex, sulla quale si sta ragionando su un progetto di riconversione, per trasformarla in un centro servizi con superfici commerciali, che potrebbero produrre più di 500 nuovi posti di lavoro in città. Si tratta di una opportunità per il capoluogo e dire di no a prescindere, senza valutare, con serenità e obiettività, le ricadute occupazionali ed economiche sul territorio, che inevitabilmente sarebbero destinate altrove, equivarrebbe a fare come il marito che si evira per negare i piaceri della carne alla propria moglie».

Relativamente al Parco del Matusa spiega che «c'è un masterplan e un importante studio realizzato da parte di docenti e studenti dell'Accademia delle Belle Arti, illustrato ampiamente nei mesi scorsi e disponibile per chi ne fa richiesta. A breve, il tempo che manca è scandito chiaramente dai pannelli luminosi, la realizzazione del progetto sarà ben visibile agli occhi di tutti. Altro che poca chiarezza. Quanto poi alle eventuali cubature edilizie su questa area, sarebbe opportuno ricordare che cosa voleva fare, soprattutto in termini quantitativi di metri cubi, la precedente Giunta di centro sinistra qualche anno fa».

L'ultimo passaggio lo riserva a "Solidiamo". «Evidentemente a qualcuno sfugge un dettaglio di non poco conto. L'iniziativa e la conseguente destinazione, ergo cosa fare, dei soldi risparmiati con il taglio del 50% degli emolumenti di sindaco assessori e consiglieri, fu votata all'unanimità dall'intero consiglio comunale 5 anni fa. Si è trattato quindi di un progetto innovativo, che è stato preso a modello, anche da altre amministrazioni in Italia, alcune delle quali certamente non omologhe, dal punto di vista politico a quella di Ottaviani. Questo la dice lunga sulla bontà dell'iniziativa. I soldi inoltre sono sempre stati destinati solo ed esclusivamente per le finalità previste dal progetto stesso ed in maniera assolutamente trasparente e certamente non subliminale. Ora sul punto l'opposizione può anche cambiare idea, è legittimo, potrà certamente presentare delle proposte diverse da valutare, ma dire, o si fa come diciamo noi, oppure agiamo autonomamente e diversamente, allora è opportuno ricordare che comunque queste proposte dovranno necessariamente passare attraverso il voto del Consiglio Comunale, così come è stato per Solidiamo. Ed in Consiglio comunale i numeri sono piuttosto chiari».