Un primo consiglio comunale all'insegna del fair play. Ma l'atmosfera improntata sul bon ton non ha comunque distratto la minoranza. Tra i banchi dell'opposizione anche l'ex candidato sindaco Fabrizio Cristofari.

Dottore, che impressione ha avuto di questa prima seduta?
«Non ha senso sollevare inutili e sterili polemiche dopo una sola adunanza. L'impressione generale è stata positiva. Certo è che adesso bisognerà entrare nel vivo di questa consiliatura per capire esattamente quale strada vorrà intraprendere l'Amministrazione».

Quale atteggiamento adotterà?
«Sarò certamente vigile e attento alle tematiche che sbarcheranno in aula, perché questo è ciò che si aspetta il mio elettorato. Le mie saranno sempre osservazioni, e quando necessario critiche costruttive, volte a dare un fattivo contributo alla crescita del capoluogo che deve essere un obiettivo comune a tutti, indipendentemente dal colore politico».

Lei, nel corso dell'assise, ha fatto notare l'inaspettata presa di distanza di Francesco Trina da Alternativa Popolare.
«Solitamente non guardo in casa altrui. È innegabile che un esordio del genere abbia sorpreso un po' tutti, considerato che l'esponente in giunta di Alternativa Popolare Pasquale Cirillo è rimasto di fatto senza un consigliere di riferimento. Definire l'accaduto come il preludio di una prima crisi potrebbe essere eccessivo, ma l'impressione è quella di un debutto con una voce fuori dal coro».

Tre temi cruciali sui quali concentrerà il suo impegno?
«Sicuramente la trasparenza, la buona pratica amministrativa e la legalità».

Come intende farlo nel dettaglio?
«Su problemi come la ritardata emissione della Tari e il relativo incremento della tariffa, la destinazione del sito ex Permaflex, lo spacchettamento dei bandi tra cui quello del Matusa, nonché il mancato utilizzo di importanti fondi assegnati che comporterà la restituzione delle somme con gli interessi, sarò senza dubbio inflessibile».

Il primo cittadino ha dichiarato sin dall'insediamento che tra le sue priorità rientra la realizzazione del Parco del fiume Cosa. Lo sosterrà?
«Se davvero intende procedere in tal senso, avrà il mio supporto. Chi mi ha seguito in campagna elettorale sa perfettamente che la creazione di un polmone verde in una delle zone più congestionate della città, ha rappresentato uno dei miei più importanti cavalli di battaglia. E non può che farmi piacere che Ottaviani abbia riconosciuto la validità di questo progetto».

Possiamo quindi dedurre che ogni qualvolta verranno presentate proposte degne di nota dalla maggioranza, lei le avallerà...
«Chiaramente sì perché l'opposizione non è chiamata a fare ostruzionismo, bensì a colmare le lacune di chi governa. Per quanto mi riguarda non ho mancato di evidenziarle in campagna elettorale in maniera estremamente puntuale e quelle che c'erano ci sono ancora. Adesso bisognerà vedere se questo Esecutivo sarà in grado di correggere il tiro».

Tra le criticità da lei evidenziate rientrano alcune scelte operate nel settore Urbanistica. Quali sono le necessità effettive del capoluogo?
«Resto convinto del fatto che piuttosto che puntare a un nuovo sviluppo urbanistico che vada a consumare ulteriore suolo, sia necessario recuperare l'esistente. Importante è peraltro fare chiarezza sull'organico della macchina comunale, che rientra tra le priorità accennate poc'anzi. La somma di questi fattori mi induce infatti a proporre a stretto giro una raccolta firme tra i Consiglieri al fine di avviare un question time che nel merito faccia luce».

Ha sempre battuto molto sulla questione del sociale ed ha sempre sostenuto che le iniziative del sindaco Ottaviani non fossero sufficienti ad arginare un problema, quale quello della povertà, sempre più dilagante. Come ci si deve muovere?
«Senza stare a sciorinare nuovamente numeri allarmanti, dico che non è più procrastinabile una politica attenta alle fasce deboli della popolazione, a chi, tanto per comprenderci, non può permettersi di educare i figli, non può curarsi ed ha difficoltà a fare la spesa tutti i giorni. A tal proposito, credo che sia necessario partire dal sostegno incondizionato alle associazioni di volontariato, senza scartare l'ipotesi di ripristinare il servizio di consegna a domicilio dei farmaci che ha decretato la virtuosità di altri comuni. Su una cosa voglio essere chiarissimo: il Sociale è un obbligo morale e come tale non è assoggettabile a compromessi di sorta. Su tale tematica non sono disposto a transigere».