«Un secondo mandato che si distinguerà per concretezza di risultati e di confronto democratico». Alla fine del quinquennio bis il volto del capoluogo sarà decisamente diverso. Più moderno e più verde. «Anche con il contributo della minoranza». Ne è convinto Nicola Ottaviani. Il sindaco uscente, ed entrante, lo ha rimarcato nel corso della conferenza stampa a margine del consiglio comunale di mercoledì.

«Ritengo che le proposte debbano essere sempre valutate. Io, come impostazione culturale, sono un hegeliano convinto». Ha detto per poi aggiungere. «Pertanto so bene che rispetto a una tesi c'è sempre un'antitesi. Il punto, però, è che alla fine tutto si deve concludere con quello che è il profilo della sintesi superiore. E in democrazia la sintesi va tradotta in delibere di consiglio comunale o di giunta». Un passaggio lo ha riservato proprio al decisionismo. «Se in questi anni non avessimo agito con un certo piglio, le grandi opere non sarebbero mai partite. A cominciare dal nuovo stadio o dal parco del Matusa. Nei prossimi giorni, inoltre, andremo ad inaugurare anche piazza Risorgimento. Le idee, ribadisco, sono tutte valide ma vanno concretizzate».

Ottaviani, per snellire i lavori, ha anche annunciato l'apertura di cantieri notturni. «In una città capoluogo credo che si debba lavorare anche di notte per non bloccare il traffico. Per fare ciò è stata necessaria una piccola lievitazione del 10% per cento dei costi. Ma questa spesa verrà compensata dai minori disagi». Nel piatto anche i grandi obiettivi dell'amministrazione. «Da adesso in poi ci concentreremo soprattutto sulla riqualificazione dei Piloni, perché quella querelle va definitivamente chiusa. Al privato daremo un'indicazione chiara: o realizza l'opera in tempi ragionevoli, oppure passa la mano».

L'altra grande novità sarà la riqualificazione dell'area ex Permaflex. «Su tale iniziativa porteremo avanti un tavolo di confronto anche con le associazioni di categoria. Ma questa volta non sarà permesso a nessuno di bloccare quello che è un grande progetto di sviluppo di prodotto interno lordo che può essere generato alle "porte" della città. Si tratta di un polo che andrà a coinvolgere qualcosa come dieci milioni di utenti, perché baricentrico tra Roma e Napoli. Non vedo, quindi, per quale motivo questa grande potenzialità debba rimanere nel cassetto». Infine il rilancio del progetto "Solidiamo" e la nascita del parco del Fiume Cosa. «Stavolta - ha concluso - busseremo all'Unione Europea ma anche alla Regione Lazio. E dovranno trattarci come un ente pubblico. Non come un nemico».