Un clima di solennità e di grande rispetto delle parti. Una cerimonia ben diversa da quella di cinque anni fa, dove l'emozione di chi per la prima volta indossava la fascia di primo cittadino traspariva in maniera più evidente. Nicola Ottaviani ieri è arrivato in silenzio. E come primo gesto, dopo aver indossato il tricolore, ha stretto la mano a tutti i consiglieri. A cominciare dai suoi avversari. Ha giurato solennemente. E poi, in venti minuti, ha descritto le linee programmatiche che caratterizzeranno l'azione amministrativa del prossimo quinquennio.

«Non parlo di opposizione - sono state le sue prime parole - perché ritengo che quando ci sono situazioni fondamentali da portare avanti, bisogna necessariamente andare oltre quelle che sono le appartenenze politiche. Questo mandato – ha aggiunto - come quello precedente, vorrà distinguersi, per efficienza, competenza e concretezza. Ma soprattutto per quello che è il profilo del confronto democratico. Chiedo a tutti voi - ha rimarcato, rivolgendosi all'assemblea - di rispettare per i prossimi cinque anni quello che è il profilo del massimo confronto. In democrazia, infatti, tutto va concluso con una sintesi. Quando manca quest'ultima, si rischia la paralisi. Lo dico perché, anche lasciandosi alle spalle quelli che sono stati gli eccessi della campagna elettorale, se ci dovessero essere ipotesi di confronto, anche fino alle quattro del mattino, saremo qui. Faccio notare inoltre - ha continuato Ottaviani - che il nostro obiettivo è quello di guardare in avanti, così come quando si guida un'automobile e non fissarsi sullo specchietto retrovisore per vedere cosa è successo alle nostre spalle. Per quanto riguarda la composizione della giunta - ha poi sottolineato - ho ritenuto opportuno, anzi doveroso, dare risalto al dettato normativo. "Dura lex sede lex", anzi nel nostro caso "dulcis lex", perché mi riferisco alle donne. Noi, che siamo un comune capoluogo, non potevamo sottrarci. A tal proposito ringrazio i consiglieri comunali che hanno permesso che avvenisse questa innovazione democratica».

Ha parlato del Matusa, di ambiente, di urbanistica. Ma anche di servizi sociali e cultura. «Non posso fare a meno, anche se per gli indirizzi di governo abbiamo ancora sessanta giorni di tempo, di evidenziare che punteremo molto sull'Urbanistica. A cominciare dalla trasformazione del mitico Matusa in un parco pubblico. La delocalizzazione dello stadio, nella zona del Casaleno, permetterà quindi di realizzare questa grande area verde urbana. Si tratta di un inizio, perché subito dopo daremo vita anche al parco del fiume Cosa, per il quale serviranno investimenti importanti e per questo andremo a bussare alla Regione Lazio e all'Europa. Si continuerà anche a incidere per l'abbattimento dell'inquinamento e sulle problematiche che riguardano la Valle del Sacco. Per quel che concerne la cultura ci saranno nuovi investimenti per creare un polo unico tra l'accademia e il teatro Vittoria. Fondamentale attenzione pure ai servizi sociali e per questo chiederò alla Regione di considerarci un ente pubblico che ha bisogno di risorse e non un avversario politico. E inconcepibile - ha concluso - che nel 2017 su tali questioni si continui a ragionare in termini politici».

L'ultimo passaggio lo ha riservato al progetto Solidiamo che per il futuro coinvolgerà, non solo studenti e pensionati, ma anche coloro che sono afflitti da problemi di disabilità motoria e psichica. Quindi l'elezione del presidente del Consiglio Adriano Piacentini, dei due vice Trina e Venturi e dei due segretari consiglieri, Bruni e Sardellitti. Della commissione elettorale fanno parte Gagliardi, Caparrelli e Calicchia. Quindi i capigruppo: Magliocchetti di Forza Italia, Pizzutelli del Pd, Savo della Lista Cristofari, Guglielmi del Polo civico, Verrelli della Lista per Frosinone, Fabrizi della lista Ottaviani, Calicchia dello Sdi, Bellincampi dei Cinque Stelle. Trina si è dichiarato indipendente di maggioranza.