«Il Partito Democratico sta franando, anche in provincia di Frosinone». Non usa mezzi termini Massimiliano Massimi, uno degli esponenti più importanti a livello provinciale di Articolo 1 Mdp. A piazza Santi Apostoli a Roma c'era anche lui ad ascoltare Guliano Pisapia e Pierluigi Bersani. Oltre a Massimo D'Alema naturalmente. Perché quello di sabato non è stato soltanto un incontro tra il Campo Progressista e Mdp. In quella piazza è nato un modello diverso di sinistra.
Dice Massimi: «Il punto non è che la nostra iniziativa nasce come alternativa al Pd, il punto è che stiamo dando vita ad un movimento che rappresenta già un punto di riferimento per tutti coloro (e sono tanti) che nel Pd si sentono smarriti».

Della provincia di Frosinone, oltre alla consigliera regionale Daniela Bianchi, allo stesso Massimi, a Giuseppe Fortuna, Gaetano Capuano e a tanti altri che da tempo hanno effettuato la loro scelta, c'erano anche esponenti dei Democrat. Come Alessandra Maggiani e Norberto Venturi. Rileva Massimi: «Tanti nel Pd si stanno rendendo conto che avevamo ragione. È vero: Matteo Renzi ha vinto le primarie, ma questo non significa che è il "padrone" del partito. E poi, dopo le primarie, hanno preso le distanze esponenti come Romano Prodi e Walter Veltroni. Lo stesso Dario Franceschini inizia ad avere forti dubbi. L'impostazione renziana del Pd non regge più, nessuno può farcela da solo.

In provincia di Frosinone, oltre a questi cedimenti nazionali, c'è una situazione che va avanti da decenni: la contrapposizione tra Francesco De Angelis e Francesco Scalia ha ingessato il partito. Si tratta di due esponenti che provengono da due esperienze, quella del Pci-Pds-Ds e quella della Dc-Popolari-Margherita, che non si sono mai integrate. Una fusione vera non c'è mai stata. Una dicotomia che è servita ad entrambi per avere una costante legittimazione politica. Infatti sono stati Scalia e De Angelis a ricoprire i ruoli più importanti: assessore, consigliere regionale, senatore, parlamentare europeo».
Rileva ancora Massimiliano Massimi: «Oggi il Pd sta franando perché è emerso in modo lampante che quella classe dirigente in questi anni non ha mai avuto un progetto per il territorio. Insomma, i Democrat esprimono due senatori, un deputato, un assessore regionale, un consigliere regionale, il presidente della Provincia, sindaci, assessori e consiglieri comunali. Per fare cosa? Inoltre, la disfatta alle comunali di Frosinone rappresenta il fallimento dell'intera classe dirigente del Partito Democratico. E anche quello che è successo dopo sta a significare che la lezione non è servita. Mi pare evidente che la votazione in assemblea della Saf ha rappresentato l'ennesima pagina del duello tra Scalia e De Angelis.

Però il punto vero non è nemmeno più questo. Semplicemente non hanno un modello di sviluppo per questo territorio. Perfino negli enti intermedi, che guidano nella quasi totalità, si riscontra la situazione di paralisi amministrativa e di fallimento della classe dirigente. Noi abbiamo un altro modello di sinistra, un modello inclusivo che guarda all'esperienza dell'Ulivo. Siamo pronti a dire la nostra e possiamo rappresentare un punto di riferimento importante per quei tanti compagni che nel Partito Democratico non si sentono più a casa loro».