La politica per lui è arrivata tardi. E non si può dire, come per altri, che ora sia diventata una professione. Ma Christian Bellincampi, candidato sindaco del Movimento Cinque Stelle e ora eletto consigliere comunale, ha mostrato una certa inclinazione nel dare forma a un progetto, nel fronteggiare la platea, nel sostenere dibattiti con gli avversari, nel trasmettere fiducia. Caratteristiche che gli hanno fatto ottenere consenso. Abbiamo parlato con lui dell'obiettivo ottenuto dal Movimento.

Iniziamo dal risultato. Cosa c'è nel suo "bottino" elettorale?
«Beh, ora a Frosinone c'è di sicuro una novità: due consiglieri comunali pentastellati (l'altro è Marco Mastronardi, ndr). Non è scontato per una forza politica non convenzionale come la nostra, anche se ad essere sinceri ci aspettavamo almeno un consigliere in più. Ma l'interesse che abbiamo suscitato nella gente è il segno che qualcosa sta cambiando».

Cosa è mancato quindi?
«Difficile dirlo così su due piedi... Più che di mancanze nostre parlerei delle maggiori possibilità degli altri. Spesso persone molto in vista, che possono permettersi di spendere grandissime cifre per la comunicazione. Noi invece per la nostra campagna elettorale abbiamo investito meno di 4.000 euro. Tuttavia è da lungo tempo che ci impegniamo a costruire delle reti con tutte le categorie e le associazioni, cercando di capirne le esigenze. Dall'assiduo confronto è nato il nostro programma, che cercheremo di attuare anche dai banchi dell'opposizione, continuando a coinvolgere nell'attività politica chi è fuori dal consiglio».

Avevate detto che non avreste fatto alleanze con nessuno. Ma è evidente che con alcuni esponenti avete feeling...
«Ribadisco che non formeremo alleanze. Detto questo non ho problemi ad ammettere che ho buoni rapporti con quelli che con me si sono contesi la fascia tricolore. In particolare trovo maggiore intesa con Stefano Pizzutelli. Pertanto, se ci sarà la possibilità di fare fronte comune su singole questioni, saremo aperti. I programmi, comunque, restano separati e separato è il nostro percorso da quello degli altri schieramenti. Non tanto per via delle proposte, alcune delle quali possono assomigliarsi, ma per via dei nostri principi».

Un tono conciliante che però non traspare quando parlate di Nicola Ottaviani. Avete criticato il progetto del parco Matusa: cercherete di bloccarlo?
«No, nessuna ostilità a prescindere sul progetto, che è ancora poco chiaro e appunto si dovrà valutare con calma. Ovvio, però, che non ci piace quella parte riservata agli investimenti privati, che presumibilmente si tradurranno in costruzioni edilizie. Va detto che Ottaviani ha fatto ridurre il numero di cubature di cemento, rispetto a quelle previste dalle precedenti amministrazioni. Ma comunque per noi non ha senso fare anche solo altri due palazzi in quell'area, già piena di appartamenti, molti sfitti. Aspettiamo di vederci più chiaro e apprezziamo che ci sia del verde. Se il progetto ci piacerà, lo sosterremo».