C'è molta Italia nell'Europa del presidente Antonio Tajani ma non basta: servono più giovani che lavorino nelle istituzioni comunitarie e, soprattutto, un radicale cambio di passo nella mentalità, questa sì tutta italiana, che non può essere soltanto quella assistenzialista di considerare l'Europa come la Cassa del Mezzogiorno. E ancora: l'orgoglio di appartenere al partito di Berlusconi perché «non siamo la ruota di scorta del centrodestra, ma la guida. Abbiamo un debito morale nei confronti di questa persona che ha sollevato la bandiera del liberalismo, della radice cristiana della nostra civiltà, delle imprese. Che senza di lui noi possiamo ottenere gli stessi risultati che stiamo vedendo adesso è impensabile».

Dice di più, l'onorevole Tajani: rilancia l'azione forte degli azzurri partendo proprio da quel modello Frosinone risultato vincente, che ha consentito a Ottaviani di essere eletto al primo turno con il 56% dei consensi dopo cinque anni di amministrazione, grazie a un esempio valido per tutti.

«Nel momento della crisi, - ha fatto notare - rinunciare a una parte degli emolumenti è un messaggio forte: significa dimostrare ai cittadini che "chi vi governa si priva di una cosa perché capisce che in questi momenti tutti stanno rinunciando a qualcosa". La politica è una questione di libertà: si deve poter essere liberi di dire no quando serve farlo per tutelare le istituzioni. Ecco perché insisto sul modello Frosinone. La stragrande maggioranza dei cittadini europei alle urne non sceglie le forze populiste ma le moderate, forti ma non violente».

Un discorso tanto programmatico quanto politico, quello del presidente Ue, iniziato ieri mattina in prefettura, dove ha assistito alla cerimonia simbolica del "passaggio della campanella" al sindaco Nicola Ottaviani da parte del prefetto, Emilia Zarrilli.

«Un Paese non può non avere come terminale Bruxelles, non può fermarsi a Roma. E l'amministrazione di Frosinone ha sempre seguito con attenzione ciò che accadeva in Europa, con un rapporto costante con i parlamentari, come Alfredo Pallone, che per anni è stato protagonista della tutela del territorio a Bruxelles e Strasburgo».

Quindi la centralità dell'azione comunitaria nella lotta al terrorismo, all'immigrazione clandestina e alla disoccupazione giovanile: con questi temi ha aperto, intorno alle 13.30, nella splendida location del Palazzo della Fonte di Fiuggi, la convention in vista della tre giorni di settembre. Davanti a deputati, onorevoli, amministratori, dirigenti e militanti di FI ha suonato la carica agli uomini del Cavaliere, a un centrodestra vincente perché orgoglioso delle sue radici ma, soprattutto, del lavoro sui territori. E da questi è ripartito per sottolineare la grande sfida, vinta a piene mani, di Nicola Ottaviani, che con "Solidiamo" ha dimostrato la concretezza della moderazione che supera la violenza del populismo. Nessun imprimatur ufficiale, però, su una possibile candidatura alla presidenza del Lazio: «Nicola - ha detto il presidente Tajani - può fare il sindaco di Frosinone, il presidente della Regione, il parlamentare a Camera o Senato. Io credo che voglia fare il sindaco di Frosinone».