C'è un dato che fotografa il senso politico dell'affermazione di Nicola Ottaviani al primo turno: il 56,39% ottenuto come candidato confrontato con il 12,96% ottenuto dalla sua lista civica, che è la prima forza di Frosinone. In altri termini Ottaviani ha capito in tempi non sospetti che per occupare il vuoto lasciato dai partiti doveva costruire una coalizione molto ampia. Perché le percentuali del 20% sono fuori portata per chiunque alle comunali. Dunque non c'era altra via: puntare su candidati al consiglio molto forti tenendo insieme tutti, anche quelli che nel corso della consiliatura precedente avevano accusato non pochi mal di pancia. Ora ha una coalizione composta da 9 forze politiche. Molto frastagliata quindi: per Ottaviani è indubbiamente un vantaggio.

La "piena"dei numeri

La coalizione di centrodestra e liste civiche che ha sostenuto Nicola Ottaviani ha ottenuto 15.411 voti, pari al 59,37%. Il Sindaco è stato confermato con 15.038 preferenze, il 56,39%. Le sue liste hanno ottenuto 373 voti in più di lui. A dimostrazione di una strategia finalizzata a togliere qualunque tipo di spazio agli avversari. Fabrizio Cristofari è andato invece oltre la sua coalizione. Il presidente dell'ordine dei medici ha avuto 7.271 voti, il 27,26%. Le liste a sostegno si sono fermate a quota 6.775, il 26,10%. Il candidato sindaco ha fatto registrare 496 voti in più dello schieramento, rappresentando quindi un valore aggiunto. Pure Christian Bellincampi ha superato la lista del Movimento Cinque Stelle, di 361 voti: 1.884 (7,06%) contro 1.523 (5,86%). Stesso discorso, ma con proporzioni minori, per Stefano Pizzutelli: 1.297 (4,85%) preferenze rispetto alle 1.245 (4,66%) della lista: 52 in più. Anche Giuseppina Bonaviri è stata un valore aggiunto rispetto alla lista: 630 voti (2,37%) rispetto ai 553 (2,17%) della civica (77 preferenze in più). Cinque anni fa Giuseppina Bonaviri aveva ottenuto 665 voti, il 2,32%. Così come Fernando Incitti: per lui 550 voti (2,06%), per la lista di Casa Pound 447 (1,72%): sono 103 i voti ottenuti in più come candidato sindaco.

Il bis di Ottaviani

È la seconda volta da quando c'è l'elezione diretta che si chiude al primo turno. In precedenza c'era riuscito soltanto Michele Marini. Ma va detto che Ottaviani è il primo sindaco uscente che si conferma senza bisogno del ballottaggio. Nel 2002 Domenico Marzi aveva avuto bisogno dei tempi supplementari. Cinque anni fa Nicola Ottaviani al primo turno aveva ottenuto 12.706 voti, il che vuol dire che ha fatto registrare un aumento di 2.334 preferenze. Pure questo dato è significativo. In ogni caso un'elezione da ricordare per Nicola Ottaviani: è stato l'unico sindaco in Italia a centrare la rielezione al primo turno in questa tornata. Doppiando il principale avversario. Una serie di record a cascata.

Centrosinistra inchiodato

Al di là di quelli che sono i numeri, però, il dato politico è che il centrosinistra ha perso cinque anni senza riuscire a ricomporre la frattura. Nel 2012 Michele Marini aveva ottenuto 6.921 voti (24,28%), Domenico Marzi 6.541 (22,85%). Nei quindici giorni di ballottaggio Marini riuscì a recuperare molto dello svantaggio, attingendo proprio al "serbatoio" di Marzi. Quello doveva rappresentare il segnale di una ricomposizione, che però è caduto nel vuoto. E per cinque anni nulla è stato fatto per ricucire lo strappo. In questa campagna elettorale Michele Marini è rimasto a guardare, senza che dal Partito Democratico nessuno provasse seriamente a recuperarlo. Fra le altre cose il Pd ha riproposto il solito copione che ormai mette in campo dopo ogni sconfitta alle comunali: dichiarazioni con il contagocce e annuncio che la situazione sarà affrontata in sede di direttivo. Poi però non succede mai nulla. E si va avanti.

Le novità e gli scenari

Sono tredici i consiglieri comunali alla loro prima esperienza. Su trentadue. Sul versante della minoranza, però, ci sono tre posizioni molto diverse sul piano politico: il centrosinistra, il Movimento Cinque Stelle e Frosinone in Comune. Sarà interessante vedere quali saranno le posizioni, anche e soprattutto sul piano amministrativo.