Il diavolo si nasconde nei dettagli: così recita un antico detto, a significare che sono le sfumature a fare la differenza. È iniziata ieri, in commissione affari costituzionali alla Camera, una vera e propria maratona per trasformare il Rosatellum in un sistema elettorale simil-tedesco, adattato però all'Italia: 780 emendamenti da analizzare, con al centro la definizione dei collegi elettorali. Ma dopo ore di discussione ha vinto... la partita. Tutti a vedere Juve-Real e discussione aggiornata ad oggi.

Camera, cambia tutto
È stato presentato un subemendamento a firma del deputato del Pd Alan Ferrari. Prevede la riduzione dei collegi uninominali alla Camera, da 303 a 225, collegi che vanno a coincidere conquelli previsti dal vecchio Mattarellum per il Senato. Per quanto riguarda la provincia di Frosinone, ci sarebbero 2 collegi alla Camera. Il primo, di tutta l'area nord, comprenderebbe 33 Comuni: tra i quali Frosinone, Ceccano, Veroli, Anagni, Alatri, Ferentino, Fiuggi e tanti altri. La mappa completa nella tabella. Il secondo collegio, quello dell'area sud, conterebbe 58 Comuni, tra i quali Cassino e Sora. Ma anche tutti i paesidella Valle dei Santi e dell'area est. Una proposta che, se approvata (il voto in commissione è previsto per oggi e poi martedì inizia l'iter in Parlamento), cambierebbe radicalmente l'impostazione inizialmente data dal maxiemendamento Fiano. In base al quale la provincia di Frosinone sarebbe stata smembrata. Con un collegio (4) imperniato su Frosinone e con tutti Comuni ciociari. Tra i quali Alatri, Anagni e Ferentino. Con un collegio (5) con Cassino come fulcro, ma con un altro (6) nel quale Ceccano e Giuliano di Roma sarebbero entrati nell'area comprendente anche Aprilia, Priverno e Sezze. Infine (collegio 8), molti Comuni della Valle dei Santi collocati con Terracina, Gaeta e i centri del Golfo. Su questa proposta era stato preparato un emendamento finalizzato a spostare Cassino con Gaeta e Formia, per riportare Ceccano nel collegio di Frosinone. Poi però è arrivato il subemendamento Ferrari.

Senato, che bagarre
Per quanto riguarda i collegi di Palazzo Madama, ne sono stati previsti 112. Mentre c'è da registrare anche la riduzione, da 27 a 22, delle circoscrizioni proporzionali e dunque delle liste dei candidati. Ma torniamo al Senato. Alla fine, dopouna serie di colpi di scena a raffica, sembra che l'intesa sia stata raggiunta. E che il collegio della provincia di Frosinone finirebbe con il coincidere con i confini geografici e territoriali. Comprendendo cioè i 91 Comuni, che alla Camera sono distribuiti in due collegi. In un primo momento però la situazione era apparsa ben diversa. Con la provincia di Frosinone che sarebbe stata ulteriormente smembrata. La parte nord (con i 33 Comuni del collegio della Camera) accorpata alla circoscrizione senatoriale dei Castelli Romani. Mentre la parte sud (con i 58 Comuni del collegio della Camera) sarebbe stata inserita nell'area del collegio del sud pontino, quello con Formia, Gaeta, Fondi, Sabaudia e altri centri. Una proposta che era stata messa nero su bianco. Qualcuno dice per un errore materiale. Fatto sta che poi si è optato per un collegio del Senato di tutta la provincia di Frosinone. Come di altre province del resto. Ma si tratta di un tema sul quale la discussione è ancora aperta e,come moltiparlamentari hanno sottolineato, "non dire gatto se non l'hai nel sacco". Colpi di coda sono possibili fini all'ultimo.

L'opzione elezioni anticipate
In ogni caso va detto che questa impostazione dei collegi del sistema elettorale va comunque considerata come una norma di salvaguardia. Perché in teoria il Governo può definire i collegi, entro 45 giorni, se decide di applicare ladelega. In realtà non sfugge a nessuno che la versione del sistema elettorale che uscirà dalla commissione affari costituzionali sarà quasi sicuramente quella con la quale si andrà alle urne. Anche perché la sostanziale convergenza tra Partito Democratico, Movimento Cinque Stelle e Forza Italia fa capire che le elezioni anticipate restano lo scenario più probabile.

Pilozzi in trincea
Non si è allontanato per un attimo dalla sede della commissione affari costituzionali. Il deputato Nazzareno Pilozzi (Pd), in costante contatto con i senatori Francesco Scalia e Maria Spilabotte, ha partecipato alle grandi manovre per la stesura del subemendamento. Ha spiegato: «È un momento importante e delicato. Siamo tutti consapevoli che è necessario un compromesso, ma allo stesso tempo è fondamentale garantire la rappresentanza dei territori. Ed è quello per il quale mi sto battendo. Sono fasi concitate ed altre ne seguiranno nei prossimi giorni, durante le quali può succedere anche che degli errori possano ridisegnare i confini dei collegi. Stiamo cercando di impedirlo».