Per un giorno il circolo del Pd di Cassino ritrova l'unità. Il collante ha un nome e cognome ben preciso: Matteo Renzi. La mozione dell'ex premier ed ex segretario dem è stata illustrata ieri mattina da Roberta Mazzarella (area Petrarcone-Fardelli), ed è stata sostenuta anche dall'area che fa capo a Francesco Mosillo con un'unica lista a supporto. Grazie anche alla mancanza di avversari, dopo che Orlando ha fatto dietrofront in città, l'ex premier ha trionfato con 392 voti, ovvero l'85%. Emiliano (38 voti) grazie al sostegno di Fontana ha superato Orlando (30 voti) che dopo la ritirata di Fionda e Sinistra Dem è stato sostenuto solo da Mauro Lillo.
Marino Fardelli non lo dice a voce alta ma, vista anche la nutrita presenza del suo gruppo al momento dello spoglio a cospetto degli avversari, sembra essere il vero vincitore della giornata con il suo gruppo. Non nasconde l'orgoglio e la soddisfazione ma si limita a dire: «Oggi ha vinto il Pd. Il fatto di essere stati quì insieme dopo aver fatto morti e feriti mi sembra un bel passo avanti. Ora bisogna ricominciare a fare politica a partire dall'importante appuntamento del 30 aprile con le primarie aperte a tutti». Gli fa eco Francesco Mosillo che con il suo gruppo ha comunque contribuito in maniera decisiva al trionfo di Renzi: «È stata una giornata positiva, speriamo che adesso inizi una nuova fase» Durante la presentazione delle mozioni, e per tutta la giornata, nessun riferimento è giunto difatti sulla situazione del circolo, sul tesseramento e sui veleni che scorrono a fiumi dentro e fuori le varie correnti del Pd. Pace fatta, dunque? Neanche per sogno. L'area che fa riferimento a Mosillo, del resto, ha ancora un ricorso in sospeso per quel che riguarda il tesseramento. Un nodo ancora scoperto, quello degli iscritti: a testimonianza che quel tesseramento è anomalo hanno parlato i numeri di ieri che, con la loro forza intrinseca, non si piegano alle chiacchiere: alle urne si sono infatti recati appena in 471 su 1.150: ovvero il 41%. Se si fosse trattato di un referendum in cui serviva il quorum, la votazione sarebbe stata nulla. Per far capire l'anomalia della situazione basta paragonare Cassino a Frosinone dove su circa 500 iscritti al Pd, sono andati alle urne più di 400. E il solo fatto che Frosinone ha la metà degli iscritti di Cassino deve far riflettere. O almeno dovrebbe.