I numeri, già alla vigilia de "l'Assise della sfiducia", erano a favore del presidente del Consiglio Corsi. Alla fine dell'estenuante seduta, fatta di interventi bipartisan spesso non attinenti all'ordine del giorno, le previsioni sono state confermate. Marco Corsi siederà ancora sullo scranno più alto dell'aula consiliare. A dirlo i nove voti della maggioranza, sindaco compreso, che hanno votato contro la richiesta di revoca - ai sensi e per gli affetti dell'articolo 22 dello statuto comunale - firmata dai consiglieri di minoranza Querqui, Roma, Maliziola, Malizia, Conti, Compagnoni e Aversa. Ad astenersi Filippo Misserville: «Non posso togliere la fiducia a una persona che non ho votato». A presiedere l'assise, con Corsi seduto tra i banchi della maggioranza, il consigliere anziano Bianchini. Ha tenuto l'aula con polso fermo e ha ribattuto nel merito agli "agguati" di Conti e Misserville. Nonostante ciò, due o tre volte, la situazione le è sfuggita di mano per colpa di qualche indisciplinato. E il sindaco stesso, quasi a fine seduta, ha avuto un acceso scambio verbale con il consigliere Maliziola su Acea Ato 5 al grido reciproco di «vergogna, vergogna, vergogna!».