I consiglieri comunali di minoranza Roberto Addesse, Nazzareno Costantini, Enrico Pavia, Tarcisio Tarquini non mollano di un centimetro e sul tema sanitario intendono chiarire la loro posizione espressa in consiglio. «Il consiglio comunale, grazie alla nostra iniziativa, ha dibattuto, finalmente a porte aperte, sulla sanità e il destino del nostro presidio ospedaliero». Era il primo obiettivo che ci eravamo proposti di raggiungere». Proseguono i consiglieri. «Ci si è obiettato, sul merito della nostra proposta che prevedeva la istituzione di una commissione speciale consiliare, che non c'erano gli strumenti regolamentari adatti ad attuarla; nel tentativo di trovare unità su un argomento che tocca i cittadini senza distinzioni di appartenenze, e che deve essere perciò affrontato con il massimo della coesione possibile, abbiamo accettato di modificare la nostra richiesta iniziale, cambiando di conseguenza il nostro ordine del giorno e proponendo la istituzione di una commissione di studio, con l'obbligo di riferire al consiglio entro novanta giorni. Su questa commissione il consiglio si pronuncerà nella prossima seduta e ci auguriamo che essa venga approvata e varata con il consenso di tutti. Dovrà chiarire lo stato di attuazione dell'Atto aziendale, le prospettive dei nostri servizi ospedalieri, sempre a rischio di ridimensionamento fin quando non si supereranno in maniera permanente le carenze di organico sanitario. Ci sono luci e ombre nel panorama che la discussione in consiglio ha evidenziato, l'operazione di chiarezza e trasparenza che abbiamo chiesto è indispensabile perciò per dare certezze, prevedere i rischi, portare alla luce e chiarire le mille contraddizioni che balzano agli occhi di tutti noi. È questa la ragione sostanziale che ci ha spinti a respingere un ordine del giorno presentato dalla maggioranza dal tono "apologetico" su quanto finora fatto a livello regionale e sui risultati raggiunti. Tutte luci, là dove sono evidenti invece le zone oscure, quelle di cui dovremmo preoccuparci tutti ma che sembrano, al contrario, non essere viste o non turbare i consiglieri della maggioranza».