«Ieri sera, insieme ai sindacati, abbiamo gettato le basi per la scrittura di un nuovo modello. Il modello che ci occorre forse non va più di moda, ma risulta indispensabile per avviare un'operazione che abbia valenza programmatica e che serva al contempo per la costruzione di un mondo progressista. I ritardi non sono più ammissibili, dobbiamo avviare tutte le attività finalizzate a salvare i servizi ai cittadini, ai lavoratori, al potenziamento ulteriore e all'ottimizzazione della sanità territoriale, e a mettere in campo le politiche attive dell'occupazione e dell'inclusione sociale». Così Fabrizio Cristofari, candidato sindaco del centrosinistra, che ieri sera è stato protagonista di una riunione, alla quale hanno partecipato anche gli esponenti sindacali. Rileva Cristofari: «La mia esperienza in ambito sindacale mi ha consentito di capire che se c'è difficoltà di sussistenza, non è possibile determinare un substrato che possa far crescere Frosinone. E' quindi mio obiettivo farmi carico delle relazioni con le rappresentanze sindacali, ma anche della soluzione dei temi e del metodo. Per questo ritengo che si debba partire da un programma di recupero dell'esistente con l'edilizia, dare al commercio delle prospettive di sostenibilità e fare un progetto sui servizi sociali che consideri il reintegro anche degli aspetti lavorativi. Questo varrebbe a includere il coinvolgimento democratico dei corpi intermedi e della cittadinanza, che sembrerebbe ormai non sentirsi più tutelata né rappresentata. Non abbiamo scheletri nell'armadio, abbiamo scelto i candidati delle Liste civiche e poi abbiamo chiesto ai Partiti che hanno dato la disponibilità a sostenere la mia candidatura, di avere una dimensione pari alla nostra su questi temi. Questo sarà il primo di una serie di incontri tesi all'istituzione di un tavolo aperto non solo in campagna elettorale, ma anche per il futuro. Tutti insieme saremo certamente in grado di trainare virtuosamente Frosinone e le 150.000 persone che vivono nel raggio di 7 chilometri dal campanile, in un processo che superi la crisi del sistema produttivo e industriale riconvertendolo verso modelli di sviluppo, e che valorizzi le numerosissime potenzialità che la nostra terra possiede».