Alla fine ha detto addio. Paolo Iovine, già segretario dei giovani democratici e esponente di primo piano del Pd, nonostante la sua giovane età, se ne va dai democrat. Si congeda con una conferenza stmapa. Visibilmente commosso, ma allo stesso tempo determinato a spiegare che questo partito, questo circolo, non lo sente più suo. "Sono quasi dieci anni - dice - che, con passione e dedizione, sono parte attiva dei giovani democratici di Cassino di cui, ormai, sono segretario uscente. Abbiamo combattuto molte battaglie da semplice costola del PD e, molte altre ancora ce ne sarebbero da combattere in tanta caoticità. Non si può infatti negare che questa squadra abbia concretamente elevato il dibattito politico cittadino, emancipandolo dalle ruggini del potere che si fa stantio quando è ancorato al miraggio di effimeri tesseramenti e improbabili conte, riportando la politica all'interno della sfera delle passioni, distraendola dal distorto alveo delle prebende. Se oggi rilascio questa dichiarazione, è perché il partito democratico non rappresenta più il contenitore all'interno del quale esercitare la mia lotta politica.
Ho quindi deciso di lasciare il PD. Con non poca fatica. Separarsi da un'esperienza politica che ha coinvolto gran parte della mia vita, è stata forse la decisione più dura – ma allo stesso tempo consapevole – che io abbia dovuto affrontare. Non ho potuto infatti trascurare i segnali che venivano dal partito, sia cittadino che nazionale, la cui deriva segnava in me un disatacco non più trascurabile. Ad oggi questa comunità viene ulteriormente svuotata per l'abbandono di figure fondative e storiche del PD, una "gemmazione" ormai chiara da tempo, da parte di personalità che mi accompagneranno in questa nuova avventura nel Movimento dei Democratici e Progressisti. Ci hanno raccontato per anni del "partito liquido" con le sezioni chiuse che veste sempre più i panni di un perenne comitato elettorale, i cui chiari sintomi sono passati dalla scarsa selezione della classe dirigente fino alle guerre di tessere fra gruppi di potere che nulla hanno a che fare con la partecipazione entusiastica di noi ragazzi. Abbiamo messo al centro della nostra attenzione il potere e non gli iscritti, e questo ha portato ad un inevitabile, progressivo salasso di militanti che credevano in noi.
Credo fortemente che la politica debba essere strettamente connessa alla sfera delle passioni, poiché solo la passione è indice di genuinità del nostro agire. È la passione che ci da riparo dalle trappole dell'arrivismo politico e dalla smania di incarichi.
Quando invece la politica trova asilo nella sfera degli interessi, della razionalità che diventa calcolo, non si registra solo un fragoroso fallimento, ma si contribuisce alla distruzione della politica stessa,al suo disperdersi nell'indistinto mare del qualunquismo e dell'antipolitica.
In questo quadro la candidatura del ministro Orlando non rappresenta per me l'inversione di rotta che il Paese ci chiede. Ovviamente tifo per lui nella corsa alla segreteria Nazionale ma ,in tutta coerenza, non posso imbracciare una battaglia politica nelle sue fila.
Me ne vado cosciente di aver dato sempre il massimo per questo partito,di proposito non ho citato fin qui l'ex premier Renzi , proprio perché credo che il PD abbia problemi strutturali che vanno oltre il leader, ma concludo chiarendo che lascio davvero meglio di come ho trovato (ovviamente mi riferisco alla giovanile)e perciò esco a testa alta da quella porta. Le rifiniture- conclude Iovine -  le lascio a questo bel gruppo e all'organizzazione dei GD in generale, unica vera speranza di rinnovamento all'interno del partito. Penso al mio segretario regionale Luca col quale ho collaborato e che tanto si è speso per questa sezione; penso al candidato per la segreteria provinciale Alessandro, che da sempre fa da collante su questo vasto territorio e ovviamente a tutti i compagni di viaggio che mi hanno accompagnato sin qui e che porterò sempre nel cuore".