"L'iter della pratica del gazebo è partita a luglio del 2016 dal settore urbanistica". L'assessore Tullio Di Zazzo si è presentato poco fa in Municipio. Con un faldone di carte. Pronto a fare chiarezza e a dire come stanno le cose, dal suo punto di vista, a una settimana esatta dalla revoca delle sue deleghe. Caustico e graffiante nei confronti del sindaco: "Non sa neanche chi rilascia una scia".

Ma il casus belli finisce quasi in secondo piano. Di Zazzo rivela particolari inediti. Segreti del palazzo. Mostra la lettera con la quale, a giugno, ha firmato l'accordo con il centrodestra. "Già li mi dovevo accorgere che qualcosa non andava. La firma è diversa rispetto a quella con cui mi è stato revicato l'incarico". L'ex assessore è un fiume in piena. Con implicito riferimento alle strigliate fatte ai dipendenti e alle epurazioni annunciate, tuona: "Chi non è capace di urlare in casa sua, viene a urlare in Comune"