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Politica

Provincia, incognita Pd

Per la prima volta non ha la maggioranza dei consiglieri e nel gruppo incombe l’effetto delle “correnti”. Il sindaco di Cassino Enzo Salera intende far pesare di essere l’amministratore “più alto in grado”

Già iniziato il secondo tempo

La prima seduta del “nuovo” consiglio provinciale dovrà essere convocata entro il 19 marzo e svolta non più tardi del 29. C’è attesa per capire il clima politico. L’incognita più grande è il Partito Democratico, per diversi motivi. Innanzitutto perché per la prima volta da quando c’è la legge Delrio non ha la maggioranza dei consiglieri. Il sorpasso di Fratelli d’Italia ha rappresentato una sorta di “reset”.

Il post congresso Pd

Peraltro i Democrat sono alle prese con un periodo complesso. I consiglieri eletti sono 3. Il più votato è stato il sindaco di Cassino Enzo Salera, con 8.183 voti ponderati. «Ho combattuto solo contro tutti»: questo il commento che ha rilasciato a caldo, quando ancora non c’era stata neppure la proclamazione. Non si è trattato di una “voce dal sen fuggita”. Ma di un ragionamento elaborato per mesi. Salera ha voluto sottolineare di avere un ruolo autonomo. Al congresso alle Terme di Pompeo non si era presentato. Difficile ritenere che possa ancora riconoscersi in AreaDem di Francesco De Angelis. Probabilmente è più vicino a Parte da Noi di Danilo Grossi. Ma il punto è un altro: Enzo Salera intende far “pesare” il fatto che è l’amministratore “più alto in grado” del partito. Cassino è la seconda città della provincia e a Frosinone il primo cittadino, Riccardo Mastrangeli, è della Lega. Inoltre subito dopo l’intesa tra le “correnti”, Enzo Salera ha chiesto chiarimenti sul ruolo che aveva avuto l’attuale presidente della Provincia Luca Di Stefano. Nulla è stato fatto per caso. Che Enzo Salera voglia candidarsi per la poltrona più ambita dell’ente di piazza Gramsci? Sicuramente vorrà dire la sua sulla designazione. Per la candidatura si vedrà, considerando che il contesto non appare favorevole al centrosinistra. Può darsi invece che il sindaco di Cassino possa rivendicare la candidatura al consiglio regionale. Poi ci sono Luigi Vittori (Ferentino) e Luca Fardelli (Cassino). Il primo (7.759 voti ponderati) fa parte di AreaDem di Francesco De Angelis. Il secondo (6.331 voti ponderati) è politicamente vicinissimo a Sara Battisti (Rete Democratica) ed è stato appoggiato anche da Antonio Pompeo (Riformisti). In un contesto di pareggio tra le “correnti”, Salera ha spazi importanti. E lo sa perfettamente.

Il centrodestra

Sono i numeri a dare il senso della centralità politica di FdI: primo partito anche tra gli amministratori: 29.105 voti ponderati e una percentuale del 30,22%. Con 4 consiglieri eletti: Stefano D’Amore (Isola del Liri: 10.850 voti ponderati), Alessandro Cardinali (Anagni: 9.289), Simone Paris (Fiuggi: 4.834), Andrea Velardo (Castrocielo: 2.960). Qualunque tipo di dinamica politica passerà attraverso Fratelli d’Italia. Ne è perfettamente consapevole Massimo Ruspandini, parlamentare e presidente provinciale del partito. Così come strategie di ricomposizione del centrodestra (maggioritario) non possono prescindere da FdI. Anche per quanto riguarda la candidatura alla presidenza della Provincia. Sul piano dei numeri la coalizione può contare su 7 consiglieri, ma a fare la differenza sarà la volontà politica. Non è un mistero che la Lega negli ultimi anni si è spesso differenziata. Anche e soprattutto nelle dinamiche riguardanti la governance degli enti intermedi. Il Carroccio ha confermato i 2 consiglieri uscenti: Andrea Amata (Vicalvi: 3.958 voi ponderati) e Luca Zaccari (Ferentino: 2.657) Va detto che i primi due dei non eletti sono Lino Caschera (Sora: 2.412) e Umberto Santoro (Alatri: 2.314). Distacchi minimi da Zaccari, il quale probabilmente sta riflettendo sulle indicazioni di voto ponderato dei leader. Per quanto concerne invece Forza Italia, è stato eletto Pasquale Cirillo (Frosinone: 3.636 voti ponderati). Ha vinto (bene) la partita interna. In ottica centrodestra, però, va detto che gli attriti tra Carroccio e “azzurri” non mancano. Per la situazione al Comune di Frosinone, per esempio. Ma pure per le dimissioni di massa che hanno sfiduciato il sindaco di San Giorgio a Liri Francesco Lavalle (Forza Italia). Per gli “azzurri” la responsabilità politica anche della Lega è evidente.

Variabili e prospettive

Nello scacchiere dell’emiciclo di Palazzo Jacobucci completano il quadro Gianluca Quadrini (Progetto Futuro: 3.948 voti ponderati) e Luigi Vacana (Provincia in Comune: 3.510). Tornando alle elezioni per il presidente, il primo mandato di Luca Di Stefano termina a fine anno. Ci saranno 90 giorni di tempo per convocare le elezioni. Quindi con ogni probabilità si andrà alle urne esattamente tra un anno. A marzo 2027. Nell’immediata vigilia di una tornata amministrativa importante. Perché due mesi dopo andranno al rinnovo i seguenti Comuni: Frosinone, Alatri, Sora. Ma pure Acquafondata, Alvito, Arce, Campoli Appennino, Casalattico, Castelnuovo Parano, Castro dei Volsci, Castrocielo, Colle San Magno, Collepardo, Esperia, Fumone, Monte San Giovanni Campano, Picinisco, Pastena, Piedimonte San Germano, Pofi, Roccasecca, San Biagio Saracinisco, San Giovanni Incarico, Sgurgola, Supino, Terelle, Torre Cajetani, Torrice, Trivigliano, Vallecorsa, Vicalvi, Viticuso. Frosinone, Alatri e Sora hanno più di 15.000 abitanti ma anche un’importanza politica notevole. Non solo: nell’autunno 2027 termina la legislatura parlamentare. Dunque, si dovrà votare il rinnovo di Camera e Senato. Non è escluso che l’appuntamento possa essere anticipato di qualche mese, magari in contemporanea alle amministrative. A proposito: nella primavera 2027 si voterà anche a Roma, Rieti e Viterbo. Insomma, calendario fitto. Tutto in gioco.

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