Un faccia a faccia lontano dai riflettori. A Ferentino. Per fare il punto della situazione prima dell'inizio di una collaborazione politico-amministrativa in giunta. Riccardo Mastrangeli e Paolo Fanelli si sono visti ieri e hanno parlato per circa trenta minuti. Fanelli sarà nominato assessore ai servizi sociali nei prossimi giorni. Probabilmente dopo che si sarà chiarito se ci saranno altri ingressi in giunta oppure no.

La svolta dopo il confronto
Fratelli d'Italia ha consegnato il documento a Mastrangeli nella tarda serata di mercoledì, dopo la seduta consiliare. In calce ci sono le firme dei quattro consiglieri comunali: Franco Carfagna (capogruppo), Sergio Crescenzi, Alessia Savo, Alessia Turriziani. Nella lettera, indirizzata al primo cittadino, si legge: «Visti i recenti avvenimenti che hanno portato alle dimissioni dalla carica di assessore del Comune di Frosinone l'amico Fabio Tagliaferri, in qualità di consiglieri comunali del gruppo di Fratelli d'Italia, ti chiediamo cortesemente di prendere in considerazione la persona del dottor Paolo Fanelli quale successore a tale incarico». La svolta martedì sera. L'indicazione di Paolo Fanelli è stata avanzata da Sergio Crescenzi, anche e soprattutto in considerazione del fatto che alle recenti provinciali ha mancato l'elezione a consigliere per un solo voto ponderato del Comune di Frosinone. E quando ha capito che non sarebbe stato scelto lui, ha optato per un esterno. Non è un mistero che al ruolo di assessore ambiva pure Alessia Turriziani. Probabilmente avrebbe preferito altre decisioni, ma in ogni caso ha fatto prevalere la "ragion di partito" firmando il documento senza alcun problema. Nei giorni scorsi si era parlato pure dell'opzione di indicare due consiglieri in giunta: vale a dire Sergio Crescenzi e Alessia Turriziani. Questo avrebbe consentito lo scorrimento della lista e l'ingresso in aula del primo e del secondo dei non eletti: Marco Ferrara e Paolo Fanelli. Ma è andata diversamente. Pure per dare continuità amministrativa all'azione di Simona Geralico, assessore alla cultura, al turismo e alle pari opportunità. Il deputato e presidente provinciale Massimo Ruspandini ha osservato con attenzione la situazione, lasciando tutti gli spazi ai livelli locali. Dando però una rotta precisa e definendo i confini. Confini peraltro delimitati da Fabio Tagliaferri (qualche giorno fa nominato presidente di Ales spa) prima, durante e dopo la campagna elettorale condotta come coordinatore cittadino del partito. Fratelli d'Italia ha scelto ancora una volta la strada di indicare un esterno. Dopo Fabio Tagliaferri e Simona Geralico, adesso Paolo Fanelli. Con questa soluzione Fratelli d'Italia ha preferito non alterare gli equilibri interni al gruppo consiliare. Ieri sera la riunione del direttivo cittadino di Fratelli d'Italia è stata aggiornata. Ma il dado è tratto. L'assessore di Fratelli d'Italia sarà Paolo Fanelli.

La storia
Paolo Fanelli è stato il primo sindaco eletto direttamente dai cittadini dopo la riforma del sistema elettorale. Il ballottaggio si svolse il 7 maggio 1995, partita secca. Paolo Fanelli vinse e diventò primo cittadino con 15.888 voti, il 52,17%. Ne guadagnò 2.000 rispetto al primo turno. Gianfranco Schietroma (centrosinistra) effettuò una rimonta importante: 4.000 consensi in più rispetto a quindici giorni prima. Arrivò a 14.568 voti, il 47,83%. Per larghi tratti dello spoglio delle schede il risultato fu incerto. Poi in piena notte Paolo Fanelli, Biagio Cacciola (che diventerà vicesindaco) e Riccardo Mastrangeli (allora deputato di Forza Italia) brindarono a champagne nella villa di Fanelli a De Matthaeis, non disdegnando un piccolo tuffo nella fontana. Riccardo Mastrangeli era stato quello che aveva candidato a sindaco Paolo Fanelli. Poi le cose presero una direzione non prevista inizialmente, con una frattura forte all'interno della coalizione di centrodestra. C'è un episodio che ha fatto la storia della politica frusinate di quegli anni. Ottobre 1995: Paolo Fanelli aveva aperto ufficialmente la crisi con i partiti, con un rimpasto di giunta che rappresentò uno strappo senza precedenti. In aula consiliare Nicola Ottaviani guidava il Polo Costituente, gruppo formato da 9 consiglieri, tutti provenienti dalle file del centrodestra. Furono loro la "guardia pretoriana" di Fanelli nello scontro con i partiti del centrodestra. E naturalmente con il parlamentare Riccardo Mastrangeli. Si arrivò ad un passo dalle dimissioni di massa, scongiurate alla fine da una telefonata in piena notte di Silvio Berlusconi a Riccardo Mastrangeli. Il deputato forzista si recò nel quartier generale di Gianfranco Schietroma a piazza Cairoli. Sono le due di notte. Per ritirare le firme del centrodestra. Contestualmente scoprì che le dimissioni di massa non si erano comunque concretizzate. Era mancata una firma, la ventunesima. Quella di Walter Petricca, eletto nelle file del Psdi di Schietroma. Il mandato da sindaco di Paolo Fanelli venne comunque interrotto dalle dimissioni di massa più di due anni dopo, il 23 dicembre 1997. Il centrodestra era imploso. E a prendere l'iniziativa per "l'ultimo atto" era stato fra gli altri Nicola Ottaviani.

Cosa succede adesso
Il colloquio di ieri tra Riccardo Mastrangeli e Paolo Fanelli è stato improntato alla massima cordialità. Segno che le divergenze di quegli anni sono state completamente superate. Il sindaco ha illustrato al prossimo assessore le tematiche più attuali di un assessorato delicato come quello ai servizi sociali. Si apre una ulteriore fase per l'Amministrazione Mastrangeli. La sensazione è che l'obiettivo sia quello di accelerare non solo sul versante amministrativo ma pure politico. Della squadra dalla settimana prossima farà parte pure Paolo Fanelli.