La scesa nella città martire della segretaria nazionale dei democrat, Elly Schlein, se da un lato ha raccolto il consenso della base dem cassinate, dall'altro non è stata esente da critiche e polemiche.
E non dal centrodestra, come si potrebbe pensare, vista le tensioni febbrili che si respirano a livello nazionale sui temi più caldi, bensì dai civici.
Per il circolo cassinate è stata l'occasione dell'anno.
Ecco perché non sono state ammesse sbavature: tutto è stato pianificato nei minimi dettagli da una sinergia che ha visto protagonisti Danilo Grossi, assessore alla Cultura ma soprattutto dirigente nazionale Pd proprio dell'area Schlein, e il segretario locale Romeo Fionda.

L'organizzazione
L'intera organizzazione è stata chiamata ad uno sforzo che non conosceva da tempo.
Non solo per la rilevanza nazionale dell'evento, per il suo significato politico - che ha visto la passionerai dem premere il grilletto della pistola che ha dato il via alla corsa verso Bruxelles - ma anche, e soprattutto, per serrare i ranghi e rinfocolare il dibattito nel circolo. E, come ha sottolineato Fionda nei giorni scorsi, ricostruire una cornice politica attorno al progetto amministrativo di Enzo Salera.

La partecipazione
La base, e lo ha dimostrato la nutrita presenza dei dem, ha risposto sorprendendo tutti.
Nemmeno gli organizzatori si aspettavano tanta partecipazione, sia la mattina che nel pomeriggio.
Ricordiamo, infatti, che durante le primarie nazionali di un anno fa, la mozione di Schlein trionfò di misura nella città martire. Contro ogni previsione.
Quell'appello al cambiamento, sabato, si è cristallizzato in una mobilitazione spontanea che ha preparato il terreno al dibattito sul voto per le europee.
A sottolineare la rilevanza dell'evento, tra gli altri, è Davide Luzzi: «La strada che intraprende il nostro partito è quella giusta, coerente con una concretezza di medio periodo, lontana dai populismi e dalla mera propaganda elettorale. Una strada in chiara sintonia con la visione di quella Europa che Altiero Spinelli, nella sua prigionia a Ventotene, volle disegnare per il nostro continente».

Le reazioni
Dicevamo delle polemiche. I cinque candidati alle primarie, Gianrico Langiano, Giorgio Di Folco, Laura Borraccio, Domenico Natale e Giuseppe Sebastianelli, non risparmiano pietre verso i dem.
In una nota, attaccano: «Abbiamo capito che per radunare qualche persona per applaudire il segretario del Partito Democratico meno gradito della storia c'è bisogno di ogni mezzo a disposizione sulla terra. Ma utilizzare uno dei monumenti simbolo della storia religiosa e culturale dell'Europa e di questo territorio, ovvero il monastero benedettino di Montecassino, è davvero troppo per tutti».

Ancora: «Apporre il logo di un partito al di sopra una delle abbazie più famose del mondo, in cui risiede una comunità monastica che custodisce gelosamente l'eredità spirituale della nostra cultura è un atto che la politica e non solo deve condannare.
Ancora una volta il centrosinistra, che ha ospitato nella manifestazione anche il sindaco della città di Cassino e che, ovviamente, ha accettato tacitamente, quanto elaborato dal messaggio mediatico del Pd, dimostra di avere una scarsa sensibilità verso la spiritualità e la storia del nostro territorio.
Per loro, purtroppo, il fine giustifica qualsiasi tipo di mezzo.
Anche quello più sconsiderato».