La volata verso la tornata elettorale del prossimo giugno è iniziata e tra i tanti nomi venuti fuori per la candidatura a sindaco, immancabile quello del già senatore in quota Lega Gianfranco Rufa.

Senatore, domanda secca, sarà lei a guidare la coalizione di centro destra per l'imminente sfida elettorale?
«Sarebbe un onore, così come ricoprire qualsiasi incarico politico istituzionale, ma non è quello per cui si sta lavorando. Credo che Veroli abbia senza dubbio bisogno di una linea amministrativa differente da quella degli ultimi 10/20 anni, più visionaria meno opportunistica e soprattutto non pedissequamente legata al partito di turno. Oggi si parla di un civico ed è giusto ma che non sia un civico di sinistra che oggi per convenienza si dichiara anche di destra. Occorre lealtà e dignità».

Per cinque anni, dopo l'esperienza in consiglio comunale, è stato senatore della Repubblica italiana in quota Lega. Come legge le critiche rivolte al suo operato?
«La politica nazionale è complessa ed il mio ruolo è stato come giusto che sia di influenza nazionale. E quello che dicono i miei ddl, i miei interventi in Aula e la mia presenza costante nelle commissioni mi fa star bene con la coscienza. Sono stato il primo verolano a sedere a Palazzo Madama e credo di aver rappresentato con dignità e orgoglio la mia città e non solo».

Dunque nessuna latitanza per e sul territorio...
«È proprio il contrario e basta guardare i fatti. E per rispondere a chi dice che non ho fatto nulla per la mia città a Veroli sono venuti in visita Ministri, Giulia Bongiorno e Marco Bussetti, nonchè Salvini, segno di quanto ami il mio territorio ed Veroli oggi può vantare non a caso una struttura sportiva importante come il Cereate e un Istituto Superiore quale il Sulpicio che offre anche la possibilità d'iscrizione all'indirizzo biomedico. Sono conquiste raggiunte con uno sforzo congiunto, un impegno istituzionale presente e non certo casuale ma di cui questo l'amministrazione non ha mai fatto menzione ovviamente per convenienza».

Lei ha scelto la via del silenzio stampa numerose volte, perché sciogliere ora la riserva?
«Non amo i proclami o intestarmi vittorie a mezzo stampa ma credo sia doveroso per rispetto del ruolo ricoperto e della fiducia accordatami dagli elettori precisare i risultati raggiunti e il tanto lavoro svolto. Commissario straordinario Lega Latina e provincia, segretario della Commissione sul femminicidio membro di cinque Commissioni parlamentari e membro dell'Unione interparlamentare gestendo i rapporti con l'Arabia Saudita: ebbene, nello svolgimento di questi compiti importanti e complessi sul mio tavolo non è mai arrivato  un avviso di garanzia e credo che di questo la mia gente possa essere orgogliosa. Al netto di queste considerazioni avrei apprezzato un maggiore coinvolgimento da parte di questa amministrazione che purtroppo ha scelto di ignorare di avere il primo riferimento in Senato della città. Prima dei partiti ci sono le istituzioni e non invitare un onorevole ad un evento ufficiale è una caduta amministrativa grave che è stata ripetuta più e più volte. Mi auguro che la nuova stagione di governo che attende Veroli dal 2024 sia fatta di una politica più pulita e che non riconosca i successi e stringa le mani solo dei partiti amici».