Un anno fa la posta in palio era la presidenza della Provincia. In corsa Luca Di Stefano, Luigi Germani e Riccardo Mastrangeli. Una situazione che determinò una serie di spaccature a cascata. Nel centrodestra, per esempio, la Lega sostenne Mastrangeli, mentre Fratelli d'Italia e Forza Italia si posizionarono su Germani. Nel Pd, invece, Pensare Democratico di Francesco De Angelis e Sara Battisti con Di Stefano, mentre Base Riformista di Antonio Pompeo scelse di appoggiare Germani. Nei Dem c'era la consapevolezza che era in corso una sorta di referendum sulla leadership di Francesco De Angelis.

Il quale infatti scese in campo direttamente. E nella notte della vittoria festeggiò con Luca Di Stefano. Con lui Sara Battisti e Barbara Di Rollo. La frattura insanabile tra quest'ultima e il sindaco di Cassino Enzo Salera (schierato con Luigi Germani) si consumò in quel momento. Poi ci sono stati numerosi tentativi per ricucire lo strappo tra il primo cittadino e la presidente del consiglio comunale.

Tentativi andati sistematicamente a vuoto però. Manca l'elemento chiave, vale a dire la fiducia politica. Barbara Di Rollo intendeva candidarsi alle provinciali, ma non dimettendosi prima da presidente dell'aula del Comune di Cassino. Mentre Enzo Salera la vedeva in modo diametralmente opposto: prima le dimissioni da presidente del consiglio comunale, poi la candidatura. Alla fine niente accordo. Il Partito Democratico ha cercato di intervenire con la diplomazia, ma non ha affondato il colpo. Dopo le sconfitte di Frosinone, Anagni, Alatri e Ceccano non può certo permettersi di perdere anche a Cassino. Considerando inoltre che vittorie come quelle di Sora e Ferentino si sono concretizzate grazie ad una strategia di forte apertura a coalizioni civiche. Ma questo ha significato cedere molte posizioni. Inoltre Luca Di Stefano (presidente della Provincia e sindaco di Sora) ha una caratterizzazione civica. Barbara Di Rollo ha voluto sottolineare «un mancato spirito unitario sull'eventuale lavoro che, da consigliere provinciale, avrei potuto svolgere a favore del territorio e sugli impegni amministrativi in consiglio comunale» (vedi articolo a pagina 12). A questo punto la frattura tra Enzo Salera e Barbara Di Rollo è insanabile.

Nel centrodestra, relativamente alle provinciali, la competizione è fortissima. In particolate tra Fratelli d'Italia e Lega: entrambi i partiti puntano all'elezione di tre consiglieri. Mentre Forza Italia non starà a guardare. Sul piano operativo non cambierà nulla perché la Delrio attribuisce tutti i poteri amministrativi e gestionali al presidente. Le deleghe ai consiglieri non equivalgono certamente al peso di un assessorato. Però in politica contano molto altresì i messaggi e i segnali, specialmente se in controtendenza. Se il centrodestra dovesse superare quota 6 consiglieri eletti, sarebbe una ulteriore svolta politica nel territorio. La Provincia in questi anni è stata una roccaforte del Partito Democratico.