Resta difficilissima l'estensione della Zes (Zona Economica Speciale) alle province di Frosinone e di Latina. Tra pochi giorni alla Camera inizierà il dibattito sul Decreto Sud. Ieri in sede di commissione bilancio c'è stata una riunione della maggioranza di centrodestra. La partita nell'emiciclo di Montecitorio si giocherà sugli emendamenti. Anche se non è possibile sapere adesso se il Governo porrà la fiducia sul testo finale. Tra gli emendamenti "segnalati" (che cioè verranno discussi in aula) ce n'è uno a firma dei deputati Nicola Ottaviani e Giovanna Miele (Lega). Fa riferimento alla perimetrazione della Zes con l'utilizzo formale del concetto delle "zone contigue".

Il ragionamento è il seguente: dal 1950 in poi le province di Frosinone e Latina sono state ritenute "comprese" nell'area del Mezzogiorno. Quindi non si tratta di inserirle nella Zes, ma di non escluderle dall'area territoriale. Non sarà semplice e alla fine dipenderà tutto dalla volontà politica. Anche il Pd ha presentato un emendamento per estendere la Zes alle province di Frosinone e Latina. Però il confronto politico è all'interno del centrodestra, su questo non ci sono dubbi. Recentemente il Governatore del Lazio Francesco Rocca ha scritto al ministro Raffaele Fitto per sostenere le ragioni di Latina e Frosinone.

Nei giorni scorsi, presso la sede di Federlazio di Latina, si è tenuto un incontro con la partecipazione del senatore Nicola Calandrini e dell'eurodeputato Matteo Adinolfi, alla presenza del presidente Marco Picca e di alcuni membri del consiglio direttivo. Inutile dire che la questione della Zona Economica Speciale è stata al centro dell'attenzione. La Federlazio da tempo ha focalizzato il dibattito su questo tema.

E in una nota si legge: «Le aziende di quel territorio (ndr: della Zes), infatti, godranno di una serie di vantaggi che le renderanno più competitive rispetto alle imprese che al di là del confine non potranno accedere alle opportunità offerte dalla Zes unica. Inoltre, proprio per questo motivo, aumenterà il rischio di delocalizzazione delle aziende che potrebbero spostarsi indebolendo, ulteriormente, un tessuto economico già in difficoltà».

Prosegue il comunicato: «Durante il costruttivo incontro è stata discussa la parte emendativa relativa alla modifica del cosiddetto "Decreto Sud", che mirerebbe all'inclusione del Basso Lazio nella Zes. Questa modifica presenta complessità a causa della normativa europea, ma i colloqui intrapresi dal presidente della Regione Lazio Rocca con il Governo suggeriscono la possibilità di avviare un dialogo con la Commissione Europea per superare questa situazione. Tuttavia, è chiaro che è necessario uno sforzo congiunto, forte, soprattutto da parte dei parlamentari rappresentanti dei territori interessati. Qualora le difficoltà per estendere al Basso Lazio le opportunità della Zes unica non fossero superabili, è necessario attivare per le imprese delle due province, Frosinone e Latina, strumenti in grado di compensare la maggiore attrattività dei territori confinanti. Si potrebbero identificare diverse tipologie di "Zone Speciali", che la normativa consente per semplificare la burocrazia, per accelerare i processi decisionali e prevedere agevolazioni economiche, conformi alla modificata Carta degli Aiuti a finalità regionale».

I presidenti di Federlazio Latina e Frosinone, rispettivamente Marco Picca e Nino Polito, affermano: «Continueremo a monitorare il caso Zes e ad interloquire con i rappresentanti politici mantenendo alta l'attenzione su un tema così cruciale. Nel contempo approfondiremo gli strumenti compensativi. Le aziende del frusinate e del pontino hanno bisogno di un sistema che le renda sempre più competitive per superare le incertezze, le difficoltà che da tempo continuano a registrare».