Il consiglio provinciale è convocato, in seduta d'urgenza, per le ore 10.30 di oggi. All'ordine del giorno un solo punto: surroga dei consiglieri Alessandro Rea, Luca Zaccari e Daniele Maura. L'assetto dell'aula dunque è destinato a cambiare. Le dimissioni di Antonio Pompeo da sindaco di Ferentino hanno determinato lo scioglimento del consiglio comunale della città. Come è noto la carica di consigliere provinciale "deriva" da quella di consigliere comunale: se quest'ultima viene meno, decade anche la prima. Nell'aula dell'ente di piazza Grasmsci, il 18 dicembre 2021, sono stati eletti due consiglieri di Ferentino: Luca Zaccari (Lega) e Alessandro Rea (Polo Civico).

Nel Carroccio subentrerà Alessandro Giuseppe Pizzuti, consigliere comunale di Alatri. Nel Polo Civico il primo dei non eletti è Igino Guglielmi, che però non è più consigliere comunale di Frosinone. Quindi in aula entrerà Valentina Cambone, sindaco di Colle San Magno. Valentina Cambone è in pole position per la delega di vicepresidente della Provincia. Già oggi potrebbe essere ufficializzata la sua nomina a vicepresidente. Mentre per l'assegnazione completa delle deleghe ai consiglieri bisognerà aspettare la fine delle elezioni regionali. Quando il presidente Luca Di Stefano analizzerà il quadro nei minimi dettagli. Intanto comunque un gruppo di riferimento Di Stefano ce l'ha. Composto dai consiglieri provinciali che lo hanno sostenuto alle elezioni: Enrico Pittiglio, Alessandro Mosticone (Pd), Gianluca Quadrini (ora di Forza Italia). Ai quali si aggiungono i due esponenti della Lega (Andrea Amata e Alessandro Giuseppe Pizzuti), in virtù dell'intesa programmatica siglata tra lo stesso Luca Di Stefano e Riccardo Mastrangeli, candidato alla presidenza della Provincia. Del gruppo di maggioranza farà parte Valentina Cambone.

La Provincia di Frosinone può diventare una sorta di laboratorio. In maggioranza ci sono l'area del Pd che fa riferimento a Francesco De Angelis, la Lega, Forza Italia e il Polo Civico. Una situazione nella quale il presidente Luca Di Stefano può rappresentare una sorta di punto di equilibrio e di centro di gravità. Nelle file dell'opposizione ci sono da registrare le dimissioni da consigliere provinciale di Daniele Maura (Fratelli d'Italia), che in questi anni è stato capogruppo ma anche presidente dell'aula. Maura si candida al consiglio regionale: non era tenuto a dimettersi, ma ha voluto dare un segnale. Al suo posto in aula Stefania Furtivo, che è stata già consigliere provinciale. Dunque per lei si tratta di un ritorno.
Bisognerà vedere quello che succederà in futuro. A dicembre 2023 si torna al voto per eleggere i 12 consiglieri.

Nel frattempo ci sono delle partite aperte. Per esempio nel Pd. Altri due consiglieri, Antonella Di Pucchio e Gaetano Ranaldi, per la presidenza della Provincia, hanno sostenuto il sindaco di Arce Luigi Germani. Da capire se nei Dem ci sarà una ricomposizione: tema non secondario neppure nell'ottica degli assetti della maggioranza. Quindi in aula ci sono esponenti civici come Alessandro Cardinali e Luigi Vacana: anche loro hanno appoggiato Germani ed entrambi hanno ricoperto ruoli importanti con Pompeo.

Sullo sfondo le manovre parlamentari per tornare all'elezione diretta del presidente della Provincia e dei consiglieri. Ci sono dei disegni di legge al Senato e recentemente Licia Ronzulli (Forza Italia) ha manifestato l'intenzione di accelerare. L'intero centrodestra sembra essere su questa lunghezza d'onda. Vale a dire Fratelli d'Italia e Lega. Ma c'è stata pure un'importante apertura di Michele De Pascale, sindaco di Ravenna e presidente dell'Unione delle Province, oltre che esponente del Partito Democratico. Se le forze politiche trovassero un'intesa e decidessero di stringere i tempi per riportare le Province all'assetto di qualche anno fa, allora è chiaro che la situazione andrebbe affrontata sotto un altro punto di vista. Perfino a livello locale.