Mancano ventisette giorni al voto e la campagna elettorale è entrata nel vivo. Gli schieramenti sono definiti. Sei i candidati alla presidenza della Regione: Alessio D'Amato (centrosinistra), Francesco Rocca (centrodestra), Donatella Bianchi (Movimento Cinque Stelle), Rosa Rinaldi (Unione Popolare), Sonia Pecorilli (Partito Comunista Italiano), Fabrizio Pignalberi (Quarto Polo e lista Pignalberi presidente).
In provincia di Frosinone i candidati al consiglio regionale sono 114. In palio ci sono 4 seggi. Vuol dire che centrerà il risultato uno su ventinove.

E queste cifre delineano già la difficoltà di un'elezione complessa e molto importante sia sul piano politico che amministrativo. Le liste presentate nella circoscrizione provinciale sono 19: 7 a sostegno di Alessio D'Amato (Pd, Azione-Italia Viva, Verdi e Sinistra, Più Europa, Psi, Demos, Lista civica D'Amato), 6 con Francesco Rocca (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Rocca Presidente, Noi Moderati, Unione di Centro), 2 con Donatella Bianchi (Movimento Cinque Stelle, Polo Progressista), 2 con Fabrizio Pignalberi (Quarto Polo per l'Italia e Pignalberi Presidente), 1 con Rosa Rinaldi (Unione Popolare), 1 con Sonia Pecorilli (Partito Comunista Italiano).

Nei prossimi giorni si procederà al sorteggio per stabilire l'ordine dei candidati alla presidenza e delle liste sulla scheda elettorale (di colore verde).
Il presidente della Regione Lazio è eletto direttamente dai cittadini. L'80% dei seggi del consiglio regionale viene assegnato invece con metodo proporzionale, alle liste circoscrizionali concorrenti, con l'applicazione di un premio di maggioranza del 20% alle liste collegate alla persona eletta presidente. Le circoscrizioni coincidono con le province del Lazio, quindi Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo.

Tre dei quattro consiglieri uscenti sono ricandidati e cercano quindi la conferma. Si tratta di Sara Battisti (Pd), Loreto Marcelli (Movimento Cinque Stelle) e Pasquale Ciacciarelli (Lega). Non c'è Mauro Buschini, che a dicembre è stato eletto presidente dell'Egato, l'ente di gestione dell'ambito territoriale ottimale che si occupa dei rifiuti.
Naturalmente l'obiettivo principale è quello dell'elezione dei consiglieri regionali, ma i partiti sono chiamati anche ad ottenere un risultato importante in termini numerici e percentuali. Soprattutto perché siamo ancora nel piano di una stagione elettorale lunga e significativa. Alle comunali di Frosinone (giugno 2022) il centrodestra ha fatto segnare il terzo successo consecutivo, con la vittoria di Riccardo Mastrangeli.

Alle politiche (settembre 2022) sempre il centrodestra ha sbaragliato il campo in provincia: Fratelli d'Italia al 33,09%, Lega al 10,65%, Forza Italia al 10,18%. Mentre, nel polo progressista, il Movimento Cinque Stelle (16,61%) è arrivato davanti al Partito Democratico (13,99%). Azione e Italia Viva hanno raggiunto quota 6,47%. Ci sono stati poi appuntamenti diversi ma altrettanto significativi sul piano politico. La votazione dei sindaci per la presidenza dell'Egato, che ha visto la vittoria di Mauro Buschini, votato da un Pd unito in quella occasione. Poi le provinciali del 18 dicembre scorso, sempre riservate agli addetti ai lavori (sindaci e consiglieri comunali).

Ha vinto Luca Di Stefano, appoggiato da Pensare Democratico di Francesco De Angelis, dal Terzo Polo e da diversi esponenti civici (tra i quali Gianluca Quadrini, poi passato in Forza Italia). Mentre l'altra componente del Pd, Base Riformista di Antonio Pompeo e il sindaco di Cassino Enzo Salera, ha sostenuto Luigi Germani. Insieme a Fratelli d'Italia. In campo c'era pure Riccardo Mastrangeli, espressione della Lega. Quanto a Forza Italia, Rossella Chiusaroli e Daniele Natalia con Germani, Adriano Piacentini con Mastrangeli.
Gli strascichi politici di quel risultato (e di quelle spaccature) sono stati forti.
Adesso però la concentrazione è sulle regionali. I leader politici sanno che il risultato farà una grande differenza.