Per la presidenza della Regione se la giocheranno in tre: Francesco Rocca (centrodestra), Alessio D'Amato (centrosinistra) e Donatella Bianchi (Movimento Cinque Stelle). Il sistema elettorale del Lazio non prevede il ballottaggio. Dunque si deciderà tutto al primo turno. Determinanti pure gli altri candidati alla guida dell'ente della Pisana, perché inevitabilmente i loro voti peseranno e conteranno. Lo schema tripolare c'era anche cinque anni fa.

Nicola Zingaretti (centrosinistra) vinse con il 32,93% dei consensi, che furono 1.018.736. Stefano Parisi, candidato del centrodestra, ottenne 964.757 voti, pari al 31,18%. La candidata dei Cinque Stelle era Roberta Lombardi: 835.137 voti, il 26,99%. Però nel frattempo Pd e Cinque Stelle hanno governato insieme per un periodo importante, prima a livello nazionale e poi soprattutto nel Lazio, con Zingaretti che ha fortemente voluto la nomina in giunta di Roberta Lombardi e Valentina Corrado. Il tema politico sarà soprattutto questo: la rottura tra Democrat e pentastellati dopo essere stati insieme alla guida del Lazio. Il centrodestra naturalmente cercherà di approfittarne e Francesco Rocca non si è nascosto dietro un dito.

Il voto delle regionali però sarà un esame politico per tutti e ad ogni livello. A partire dai Comuni: intanto per la presenza dei candidati al consiglio regionale e poi per il ruolo dei sindaci, tutti in prima linea. A cominciare da Riccardo Mastrangeli, primo cittadino di Frosinone. Dal profilo civico ma in quota Lega. Evidente che il centrodestra, e il Carroccio in particolare, a Frosinone si aspettano molto. Mentre a Cassino Enzo Salera è già impegnato nelle strategie di gestione del post voto. Nella maggioranza che lo sostiene in tanti sono in prima linea alle regionali. Sarà un test notevole per il centrosinistra. E per il Pd: Barbara Di Rollo, consigliere regionale e presidente dell'aula a Cassino, è una delle fedelissime di Sara Battisti, esponente di punta di Pensare Democratico di Francesco De Angelis. Il 18 dicembre scorso l'elezione del presidente della Provincia ha spaccato il Pd. Enzo Salera, unitamente ad Antonio Pompeo, ha sostenuto Luigi Germani. Mentre De Angelis e Battisti sono stati tra i principali protagonisti della vittoria di Luca Di Stefano.

Alle regionali l'asse Pompeo-Salera non è apparso d'acciaio e i risultati racconteranno come stanno le cose. Ceccano, guidata dal sindaco Roberto Caligiore, è una roccaforte di Fratelli d'Italia. Anche in questo caso le regionali saranno assai significative. Ma pure ad Anagni, Ferentino, Alatri, Fiuggi e Pontecorvo voti e preferenze delle regionali si presteranno ad una doppia lettura: politica e amministrativa. Per non parlare di Sora, dove il sindaco è Luca Di Stefano, nel frattempo eletto anche presidente della Provincia. Un doppio ruolo prestigioso e "pesante". C'è molta attesa per i risultati. Come ad Isola del Liri: il sindaco Massimiliano Quadrini è candidato al consiglio regionale nel Terzo Polo (quota Azione). Di Isola del Liri però è anche Antonella Di Pucchio, consigliere provinciale del Pd e fedelissima di Antonio Pompeo. Nei Comuni ci si conterà soprattutto sulle preferenze dei singoli candidati nelle liste.

Poi c'è l'aspetto che riguarda i partiti. In questo caso ad essere prevalenti saranno i voti. Cinque anni fa andò così: Movimento Cinque Stelle primo partito al 20,90%, con 52.702 voti. Quindi Pd al 20,21% (50.966 voti), Forza Italia al 17,57% (44.311), Lega all'11,21% (28.259), Fratelli d'Italia al 5,59% (14.100). Mentre alle elezioni politiche del 25 settembre 2022, nel collegio della Camera Frosinone-Sora, Fratelli d'Italia ha ottenuto il 33,09%. Lega al 10,65% e Forza Italia al 10,18%. Il Movimento Cinque Stelle al 16,61%, il Partito Democratico al 13,99%. In Italia da anni i flussi elettorali cambiano rapidamente e radicalmente. Le elezioni regionali rappresenteranno una tappa fondamentale anche in un'ottica territoriale. Nel Pd la sfida a distanza tra Sara Battisti e Antonio Pompeo potrebbe avere un effetto moltiplicatore sulle preferenze. Ma non c'è solo questo: Francesco De Angelis vuole lasciare il segno e il segretario Luca Fantini dovrà preoccuparsi di tenere unito il partito.

Ieri mattina è stato lui a presentare la lista del Pd. Dicendo: «Abbiamo depositato ufficialmente la lista del Partito Democratico Federazione Frosinone per le elezioni regionali del 12 e 13 febbraio prossimo a sostegno di Alessio D'Amato. Abbiamo costruito una lista forte, competitiva e ricca di competenze ed esperienze che hanno già contribuito alla crescita del nostro territorio e che vogliono continuare a farlo. Ringrazio personalmente Sara Battisti, Antonio Pompeo, Alessandra Cecilia, Libero Mazzaroppi, Annalisa Paliotta e Andrea Querqui che hanno scelto di candidarsi per una sfida così importante e decisiva per il futuro del Lazio e della provincia di Frosinone». Nel centrodestra ennesimo capitolo della guerra di nervi tra Fratelli d'Italia (Massimo Ruspandini) e Lega (Nicola Ottaviani). Attenzione però a non sottovalutare Forza Italia. Per il resto, il Movimento Cinque Stelle punta ad arrivare davanti al Pd. Mentre il Terzo Polo vuole capire se nel centrosinistra può essere determinante.