Sanità, puntando a una maggiore capillarità delle strutture ospedaliere e di primo soccorso sul territorio, ambiente, guardando in particolar modo all'annoso problema della bonifica della Valle del Sacco, crisi occupazionale, ma anche e soprattutto il ruolo e le esigenze dei piccoli comuni della provincia di Frosinone. Questi i principali temi affrontati dal consigliere provinciale di Fratelli d'Italia, Daniele Maura, in corsa per la Pisana, durante la conferenza stampa di ieri a Frosinone, convocata all'indomani della sua firma per la candidatura al consiglio regionale del Lazio, a sostegno del candidato presidente Francesco Rocca.

«La mia sarà una campagna elettorale da vivere ogni giorno su tutto il territorio - ha detto Maura - Un territorio formato da 91 comuni, tanti dei quali sotto i cinquemila abitanti, a cui vogliamo e dobbiamo dare voce. Dobbiamo tutelarli e portare a Roma le loro esigenze ed è con questo obiettivo che intendiamo proporre una legge ad hoc, della quale si sta facendo promotore l'onorevole Massimo Ruspandini. Allo stato attuale delle cose - ha aggiunto - il rischio è quello di tornare ai primi del Novecento con un'emigrazione dai piccoli centri, da quei comuni che rappresentano l'Italia più vera, pura e legata a quei valori e a quegli ideali di cui il nostro partito vive».

Ribadendo, poi, il suo obiettivo di portare la campagna elettorale comune per comune, ha annunciato i prossimi appuntamenti per le inaugurazioni dei comitati elettorali. Oggi sarà la volta di quello di Frosinone, a cui seguiranno i comitati di Cassino, Anagni, Sora e Castrocielo. «Anche nell'era in cui i social la fanno da padrone - ha detto - è importante avere delle sedi fisiche. Perché ci piace fare politica guardando la gente negli occhi e per dimostrare che la mia candidatura e votata al riconoscimento di tutte le peculiarità della nostra provincia».

Ha ricordato, infine, la sua storia politica, dalla prima elezione come consigliere comunale all'età di ventiquattro anni, ai due mandati da consigliere provinciale, sottolineando che la sua è una candidatura che nasce dalla militanza. Sempre dalla stessa parte. «Partendo dal Fronte della gioventù, in Azione giovani- ha ricordato - per continuare poi in Alleanza nazionale e arrivare oggi in Fratelli d'Italia, un partito che conserva nel suo simbolo quella fiamma tricolore con cui sono cresciute tante generazioni facendo politica per le strade e raccogliendo, negli anni, le esigenze dell'imprenditoria locale, dei tanti commercianti e dei tanti comuni che non trovano voce».