Sia Alessio D'Amato che Francesco Rocca puntano molto sulle rispettive liste "civiche", che hanno disegnato guardando alla società civile, proprio con l'obiettivo di dare un valore aggiunto rispetto al contributo (comunque fondamentale) dei partiti.

Lista Civica D'Amato
Ci sarà Jole Falese, attivista dell'Azione Cattolica, che a Cassino ha una importante esperienza all'interno del centrosinistra. In corsa anche il sindaco di Vico nel Lazio Claudio Guerriero. Circolano poi i nomi di Luca Di Ruzza (consigliere comunale di Aquino) e di Luciano Conte. 

Per Rocca Presidente
Ci saranno Augusto Cestra, Marcello Giorgi e Paola Carnevale. Nomi che non hanno bisogno di presentazioni. Come del resto non ha bisogno di presentazioni Fabio Forte: ex sindaco di Arpino e consigliere provinciale, ha un curriculum politico significativo sia nell'Udc che nella Lega. Ma soprattutto negli ultimi anni ha assunto un profilo civico all'i nterno del centrodestra.

Udc
In appoggio alla candidatura alla presidenza di Francesco Rocca ci sarà anche l'Udc. In lista l'ex sindaco e attuale consigliere comunale di Pontecorvo Riccardo Roscia. Ma anche Gina Martino, Oreste Quadrana e Alessandra Saurini. Lo schieramento è comunque in via di definizione. 

Noi Moderati
I nomi che stanno circolando sono quelli di Loreto Parente, Francesca Lombardi, Ornella Quatrini, Gianni Ceci. 

I voti che servono
Il precedente più vicino è quello del 4 marzo 2018. Nicola Zingaretti (centrosinistra) vinse con il 32,93% dei consensi, che furono 1.018.736. Stefano Parisi, candidato del centrodestra, ottenne 964.757 voti, pari al 31,18%. La candidata dei Cinque Stelle era Roberta Lombardi: 835.137 voti, il 26,99%. Le liste del centrodestra misero in fila 922.664 preferenze, raggiungendo il 36,37%. Il centrosinistra raccolse invece 867.393 voti, il 34,19%. In provincia di Frosinone, però, a prevalere fu Stefano Parisi: 102.129 voti, il 35,73%. Per Nicola Zingaretti 90.816 preferenze, il 31,77%. Roberta Lombardi di consensi ne raccolse 75.242 (26,32%). Cinque anni fa in Ciociaria i risultati dei partiti furono i seguenti: Movimento Cinque Stelle primo partito al 20,90%,con 52.702 voti. Quindi Pd al 20,21% (50.966 voti), Forza Italia al 17,57% (44.311), Lega all'11,21% (28.259), Fratelli d'I t alia al 5,59% (14.100).

Scattarono (per effetto del premio di maggioranza) due seggi per i Democrat: Mauro Buschini e Sara Battisti. Uno per il Movimento Cinque Stelle: Loreto Marcelli. Uno per Forza Italia: Pasquale Ciacciarelli, poi passato alla Lega. La situazione politica è molto cambiata rispetto al 2018, però i voti e le percentuali fanno capire bene quali sono le soglie da raggiungere per far scattare un seggio alle regionali. C'è il fattore "lista" da tenere presente bene. Ognuna sarà composta da sei candidati, tre uomini e tre donne. Serviranno quindi tanti voti di squadra. Alle regionali il sistema elettorale è a turno unico. Non è previsto il ballottaggio: vince chi ottiene più consensi. Oltre al voto poi bisognerà tenere presenti le preferenze. Ne possono essere attribuite una o due, ma in questo ultimo caso la seconda dovrà essere di genere (cioè un uomo e una donna o viceversa). Nel caso si indichino due uomini o due donne, la seconda preferenza verrà annullata. L'elettore dovrà scrivere nome e cognome sulla scheda. È ammesso il voto disgiunto, ovvero votare per una persona candidata a presidente e poi per una delle altre liste a essa non collegate. Si tratta in sostanza di una competizione dalla grande valenza politica