Il ritiro della disponibilità a candidarsi alle regionali da parte dell'assessore comunale di Cassino Maria Concetta Tamburrini non è stato un fulmine a ciel sereno per Antonio Pompeo. Se ne parlava già nella mattinata di sabato. Ma l'ufficializzazione ha avuto un effetto diverso e politicamente forte. L'ex presidente della Provincia, leader della componente Base Riformista, ha chiamato i fedelissimi. L'indicazione è stata perentoria: «Vogliono la guerra? L'avranno. Andiamo a vincere queste regionali».

Il riferimento è naturalmente a Pensare Democratico di Francesco De Angelis. La lacerazione tra le correnti interne è ai massimi storici, anche oltre i limiti dello scontro tra De Angelis e Scalia del 2014, in occasione proprio della candidatura di Pompeo alla presidenza della Provincia. Le motivazioni di Maria Concetta Tamburrini vanno lette e analizzate nel contesto politico di Cassino. Scrive l'assessore: «Io non sono disponibile ad accettare una candidatura che rischia di mettere in pericolo quel "progetto" iniziato tre anni fa e che, ancora oggi, ha l'obiettivo di continuare a cambiare in meglio il volto della città in termini di bellezza, crescita, cultura, innovazione, attenzione agli ultimi, e di farlo rimanendo fuori dai giochi di potere autoreferenziale in cui non sempre il rispetto della persona e il bene comune sono i perni intorno a cui ruotano le scelte».

C'è poco da girarci intorno: anche a Cassino le contrapposizioni all'interno del Pd sono fortissime. Meno di un mese fa il sindaco Enzo Salera si è schierato con Pompeo a sostegno della candidatura alla presidenza della Provincia del sindaco di Arce Luigi Germani. Mentre invece Francesco De Angelis, Sara Battisti e tutta la componente Pensare Democratico ha appoggiato il primo cittadino di Sora Luca Di Stefano, che poi ha vinto.

Da quel momento in poi il "gelo" tra De Angelis e Pompeo è stato totale. Le regionali diventano più di una resa dei conti, peraltro alla vigilia della stagione congressuale. Da una parte Sara Battisti (consigliere e vicesegretario regionale), dall'altra Antonio Pompeo, ex presidente della Provincia e sindaco dimissionario di Ferentino. Esclusivamente nel caso di vittoria di Alessio D'Amato il Pd può pensare di eleggere due consiglieri regionali. Nell'eventualità di un successo di Francesco Rocca e del centrodestra, invece, uno solo entrerà nell'aula della Pisana. De Angelis vuole calare il tris dopo le affermazioni negli enti intermedi: Mauro Buschini al vertice dell'Egato e Luca Di Stefano presidente della Provincia.

La conferma di Sara Battisti in consiglio regionale rafforzerebbe la sua leadership. Antonio Pompeo invece non intende mollare e nelle prossime ore indicherà due candidate per la lista delle regionali. Inutili tutti i tentativi telefonici finalizzati a stabilire una tregua. Del resto già nei giorni scorsi un confronto tra lo stesso Pompeo e il segretario della federazione Luca Fantini era terminato malissimo. Pare che ieri non sia andata meglio. Anzi.
A questo punto nella lista del Pd i nomi sono quattro: Sara Battisti, Antonio Pompeo, Libero Mazzaroppi (sindaco di Aquino) e Andrea Querqui, consigliere comunale di Ceccano. Gli altri due nomi li indicherà Antonio Pompeo. Ma una cosa è certa: il clima interno ai Democrat è surriscaldato e la sensazione è che nelle prossime ore la temperatura possa ulteriormente salire. In ogni caso lo scontro non terminerà alle regionali. Subito dopo ci sarà il congresso nazionale, destinato ad incidere pure sulle dinamiche e sugli assetti provinciali. Nella serata di ieri Antonio Pompeo ha pubblicato un post sui social network.

Rilevando: «Stanno provando in tutti i modi ad ostacolare e indebolire il nostro progetto, manipolando anche il messaggio politico, nella convinzione di poter centrare il loro obiettivo. Dimenticano, però, che l'ultimo giudice, in democrazia, sono i cittadini. Che non hanno la memoria corta. Le persone conoscono bene la differenza tra chi mette a servizio il proprio impegno e la propria conoscenza e chi, invece, usa la politica come ristoro. Alle tante persone e agli amici che in queste ore mi stanno chiedendo di restare in campo per difendere, con il coraggio delle idee, i nostri valori e la buona politica, io rispondo che ci sono e non ho paura perché non sono solo. Insieme a me ci sono donne e uomini che con orgoglio chiedono una classe dirigente capace di ascoltare, proporre soluzioni e guardare al futuro».
Intanto nel Partito Socialista Italiano sarà candidato il segretario provinciale Massimo Calicchia.

Lo slogan del partito per le regionali è il seguente: "Proteste e proposte. La vera alternativa, liberi, laici e socialisti. Il segretario regionale Gianfranco Schietroma sta definendo il quadro, ma è evidente che la discesa in campo di Calicchia è un segnale preciso. Vicinissimo alla candidatura alle regionali, in quota Udc, è Gianluca Quadrini, consigliere provinciale del Gruppo Misto. Sempre nella lista dell'Udc potrebbe approdare Riccardo Roscia, già sindaco di Pontecorvo e ora consigliere comunale. Finora il nome di Roscia era circolato per Fratelli d'Italia, dove però gli spazi sono molto stretti. Non resta che attendere le prossime ore.