Il Pd è un partito compatto, nel quale però ognuno marcia per conto proprio. E il livello dello scontro interno resta alto, anche dopo l'ufficializzazione di cinque candidature su sei. Gli strascichi delle provinciali si fanno sentire. Sullo sfondo l'eterno braccio di ferro tra le correnti di Francesco De Angelis e Antonio Pompeo.

Le posizioni di Fantini e Battisti
Queste le candidature ufficializzate: Sara Battisti, Antonio Pompeo, Libero Mazzaroppi, Maria Concetta Tamburrini, Andrea Querqui. Per il sesto nome, la direzione ha votato favorevolmente il mandato al segretario Fantini di attendere fino a domenica 8 gennaio per la decisione definitiva. Rileva Luca Fantini: «Siamo molto soddisfatti del lavoro svolto perché presentiamo al regionale una lista forte, competitiva, che garantisce l'intero territorio provinciale. Daremo il nostro fondamentale contributo in una elezione decisiva per il Lazio. Siamo al fianco del candidato governatore Alessio D'Amato, il nome più autorevole tra quelli in campo per questo tipo di competizione. Dobbiamo proseguire con il buongoverno di centrosinistra. Ringrazio la direzione, la segreteria provinciale e tutti i militanti per il lavoro svolto in questa fase: ora uniti per una grande mobilitazione con la forza delle nostre idee». L'obiettivo di Sara Battisti è il bis al consiglio regionale. Rileva: «Voglio ringraziare la segreteria provinciale del Pd per il lavoro svolto in questa fase. Sono onorata di essere di nuovo al servizio della mia comunità in vista delle elezioni regionali di febbraio. Abbiamo una lista forte e competitiva, aperta alla società civile e agli amministratori locali che da sempre svolgono un lavoro eccellente per il nostro territorio. È evidente che l'esperienza dell'Amministrazione Zingaretti debba proseguire e il candidato Alessio D'Amato rappresenta la migliore garanzia per continuare ad ottenere importanti risultati per il Lazio e per la provincia di Frosinone. Proseguiamo vincendo la sfida con le destre. Io darò il mio contributo con grande entusiasmo».

Le stoccate di Pompeo
Per candidarsi alle regionali si è dimesso anticipatamente da sindaco di Ferentino. E per otto anni è stato presidente della Provincia. Antonio Pompeo ha sciolto le riserve mercoledì scorso all'hotel Bassetto. Dicendo: «La nostra forza parte dal basso. E ora ci candidiamo per vincere». Al suo fianco i fedelissimi e numerosi amministratori. C'erano, tra gli altri, la consigliera provinciale e comunale di Isola del Liri Antonella Di Pucchio, il sindaco di Paliano Domenico Alfieri, il sindaco di Arce Luigi Germani, il consigliere comunale di Cassino Edilio Terranova (in rappresentanza del primo cittadino Enzo Salera). Ha detto Pompeo: «Parlare di discontinuità con un passato che ha restituito centralità alla Provincia di Frosinone, accreditandola come modello per le altre province italiane significa essere completamente miopi e scollati da una realtà riconosciuta a tutti i livelli amministrativi. Un lavoro che non solo non può essere cancellato o vanificato ma che va continuato e completato ad un livello più alto delle istituzioni. È per questo, e perché il territorio ne ha bisogno, che da qui annuncio la mia candidatura alla Regione Lazio, insieme a quella di una donna determinata, concreta e entusiasta come Maria Concetta Tamburrini di Cassino. Ma voglio chiarire anche quello che è sempre stato il mio obiettivo: rappresentare il territorio anche oltre i confini del Partito Democratico. Il nostro è un partito che oggi non riesce più ad ascoltare la gente, le persone comuni, il cittadino. Una battaglia che io, in prima persona, farò dall'interno, con la stessa faccia che ho sempre messo in tutto quello che ho fatto in questi anni, e con la forza di un territorio che ha dimostrato di avermi apprezzato». Quindi ha aggiunto: «Da questa città ho scoperto l'amore per la politica, per un progetto che oltrepassa i confini del partito e che vede al centro l'intera provincia, ma non posso tollerare coloro che parlano di "buttarla giù" quasi fosse un fortino da espugnare: questo non accadrà perché saranno i cittadini, con il loro voto, a decidere le sorti e il futuro della nostra città. Come i candidati devono essere liberi di accettare le sfide elettorali, così i cittadini devono essere liberi di esprimere il proprio consenso: noi non vogliamo rappresentare i potenti di turno ma coloro che intendono la politica come uno strumento al servizio del cittadino. Solo così potremo cambiare le cose e io sono sicuro che lo faremo insieme perché la mia non è una candidatura di apparato: è la candidatura della gente, del popolo e di un intero territorio che vuole essere ascoltato e rappresentato. E allora andiamo a vincere».

Il post di Alfieri
In un post sui social network Domenico Alfieri, sindaco di Paliano ed ex segretario provinciale del Pd, ha rilevato: «Purtroppo la campagna elettorale delle regionali sta iniziando con un tasso di aggressività del tutto fuori posto. A scanso di equivoci faccio notare che io sono il sindaco della città di Paliano che da sempre si è contraddistinta per la totale indipendenza e democraticità delle scelte». Clima già incandescente. E la campagna elettorale, almeno ufficialmente, deve ancora iniziare.