La spada di Damocle del dissesto finanziario che per quattro anni ha ridimensionato la capacità amministrativa del Comune di Cassino, gravando sull'operato di due amministrazioni, D'Alessandro prima e Salera poi, potrebbe definitivamente capitolare con l'anno appena iniziato, il 2023.

Gli sforzi
«Il 2023 potrebbe essere l'anno buono». Ad accarezzare l'agognato ritorno al regime ordinario, è il sindaco Enzo Salera che, nei giorni, scorsi, ha fatto sapere che in questi mesi i tecnici dell'Organismo straordinario di liquidazione (Osl) hanno lavorato duramente per abbassare quanto più possibile la mole del debito comunale cercando compromessi con i creditori che hanno avanzato le istanze di pagamento: dei 45 milioni di euro di crediti pervenuti all'inizio del dissesto, l'Osl in questi anni ne ha infatti accettati solo 18, ovvero meno della metà.

Il 31 dicembre 2023, scadranno i termini dell'attività del dissesto, - che durano cinque anni - dunque una valutazione sullo stato di salute delle casse comunali sarebbe stato comunque obbligatorio. Ma non è affatto scontato che il Comune avrà la facoltà di togliere le maglie ai conti comunali. I professionisti che stanno curando le finanze comunali, infatti, dovranno presentare una relazione dettagliata sul lavoro fatto e trarre le conclusioni. Ovvero: se il giudizio sarà positivo, allora il dissesto ce lo lasceremo alle spalle, altrimenti l'Osl potrà chiedere una deroga sulla base dei debiti che rimangono da smaltire.

Saranno mesi intensi, insomma, dove l'amministrazione comunale terrà il fiato sospeso. Ma Salera è fiducioso: «Abbiamo la copertura per i debiti che mancano». Ma avverte: «C'è, però, un problema: alcuni creditori non vogliono trovare un accordo con l'Osl e aspettano la fine de dissesto per incassare il credito pieno». Insomma, i soldi per evadere la massa passiva legittimata dai "medici del bilancio" c'è, ma manca l'intesa con alcuni creditori. Il lavoro dei prossimi mesi, sarà dunque decisivo per arrivare alla chiusura della procedura. 

Cosa è accaduto
Il dissesto venne deliberato il 25 giugno del 2018, durante un lungo e teso consiglio comunale, che vide uno scontro al color bianco tra l'allora sindaco Carlo Maria D'Alessandro, e quello che un anno dopo sarebbe diventato il suo successore, Salera, all'epoca "capo" dell'opposizione. «Io in quell'assise avvertii dei pericoli che sarebbero derivati dalla dichiarazione di dissesto - ha aggiunto Salera - ovvero che ci sarebbe stato un assalto alla dirigenza: chiunque avrebbe potuto rivendicare dei crediti verso il Comune. E così è stato. Fortunatamente i tecnici dell'Osl hanno accertato i debiti veri e scremato quelli non idonei. Finalmente possiamo dire di essere a buon punto».